Al via i lavori di riqualificazione dell’Ospedale San Paolo di Milano, punto di riferimento per l’area sud-ovest della Città metropolitana.
L’intervento rientra nel più ampio piano di ammodernamento del sistema sanitario lombardo. L’obiettivo è migliorare la qualità assistenziale, l’organizzazione degli spazi e l’efficienza dei servizi, garantendo continuità dell’attività sanitaria in tutte le fasi del cantiere.
Il piano dei lavori
I lavori sono sostenuti da uno stanziamento 50 milioni da Regione Lombardia e da 60 milioni di fondi ministeriali nell’ambito dell’Accordo di Programma del 22/12/2023.
Gli interventi propedeutici partiranno il 1° aprile e si concluderanno entro il 31 dicembre. L’avvio delle opere principali è invece previsto per gennaio 2027, con termine stimato a giugno 2032.
Il piano di riqualificazione interessa i blocchi principali del San Paolo, con la realizzazione di 468 posti letto riqualificati, 122 ambulatori, 6 sale endoscopiche e 3 sale operatorie di day surgery. È prevista anche una revisione complessiva dei percorsi interni per migliorare l’accessibilità e ottimizzare i tempi di spostamento tra i reparti.
«L’avvio dei lavori è un passaggio significativo nel percorso di modernizzazione dell’Asst Santi Paolo e Carlo», ha dichiarato Simona Giroldi, direttore generale dell’Asst. «Un investimento importante non solo sul piano economico, ma anche sulla qualità dell’assistenza e sulle condizioni di lavoro degli operatori».
Nuovi servizi già realizzati
È un periodo di rinnovamento per l’Asst, che ha in attivazione la nuova Medicina d’Urgenza dell’Ospedale San Paolo, in prossimità del Pronto Soccorso.

Altri due interventi hanno riguardato, poi, l’Ospedale San Carlo.
Il nono piano ha visto l’inaugurazione del nuovo Ospedale di Comunità, dedicato a ricoveri brevi e a bassa intensità assistenziale. È integrato nella rete territoriale e ha l’obiettivo di rafforzare la presa in carico dei pazienti e ridurre gli accessi impropri in ospedale.
Il nuovo Pronto Soccorso Pediatrico-Ortopedico, infine, è il risultato della riqualificazione degli spazi in precedenza destinati all’emergenza Covid.



