Non è solo questione di numeri, ma di un modello organizzativo che sta ridefinendo gli standard dell’assistenza oncologica in Italia. Il Comprehensive Cancer Center della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs ha presentato il bilancio delle attività del 2025 e le principali direttrici future, confermandosi una realtà in grado di coniugare volumi imponenti con una qualità clinica riconosciuta a livello globale.
Il Centro si posiziona, infatti, come il terzo polo oncologico d’Italia – preceduto solo dall’Istituto Europeo di Oncologia e dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, due realtà che però hanno una missione esclusivamente oncologica – e svetta al 27° posto nella classifica dei migliori ospedali specializzati al mondo.
Una crescita costante e la sfida della mobilità attiva
Il 2025 si è chiuso con un consuntivo estremamente positivo: oltre 64.400 pazienti assistiti, un dato che segna una crescita media annua del 6-7%. Questo incremento non riguarda solo i residenti nel Lazio, ma testimonia la capacità del Gemelli di attrarre pazienti da ogni angolo del Paese: ben il 22,4% degli utenti arriva infatti da fuori Regione, una mobilità attiva che coinvolge in modo omogeneo sia il Nord che il Sud Italia.
Questa mole di lavoro si traduce in cifre che raccontano una macchina operativa instancabile: 19.458 interventi chirurgici, 21.515 pazienti ricoverati, 59.709 terapie antitumorali infusionali e una mole di prestazioni ambulatoriali che sfiora le 740.000 unità (737.228).
Come sottolinea il prof. Giampaolo Tortora, direttore del CCC, «assistere un numero così elevato di persone rappresenta una sfida organizzativa continua. Il nostro impegno è quello di coniugare sempre più efficienza, innovazione e umanizzazione delle cure, mantenendo il paziente e i suoi bisogni al centro di ogni percorso assistenziale».
La ricerca come standard di cura: l’avanguardia dei trial clinici
Il vero motore del Centro è la stretta integrazione tra l’attività clinica e la ricerca scientifica in virtù della natura di Irccs della struttura. Attualmente sono 350 i trial clinici attivi, di cui ben 300 di natura profit e 50 no profit. Numeri che pongono il Gemelli all’avanguardia nella sperimentazione di farmaci e protocolli di Fase 1, 2 e 3.
Il prof. Antonio Gasbarrini, direttore scientifico dell’Irccs, ha voluto rimarcare come questa vivacità scientifica stia portando a risultati concreti, specialmente per i tumori a prognosi più complessa.
«Stiamo iniziando a riscrivere la storia naturale anche dei tumori più difficili, come pancreas, polmone, ovaio e glioblastoma. Grazie a un’intensa attività di ricerca offriamo ai pazienti un accesso sempre più precoce al futuro della medicina. Questa evoluzione riguarda anche l’oncoematologia, dove le terapie cellulari avanzate come le CAR-T stanno aprendo scenari fino a poco tempo fa impensabili».
Visione 2026-2029: tecnologia e umanizzazione. La Casa che Cura
Il futuro del Centro è già tracciato nel nuovo Piano Industriale 2026-2029. L’obiettivo della Direzione Generale, guidata da Daniele Piacentini, è espandere l’approccio multidisciplinare che già oggi si poggia su 24 Tumor Board (gruppi interdisciplinari che discutono collegialmente i casi).
La nuova progettazione architettonica e tecnologica dei reparti seguirà il modello già implementato con successo in Radioterapia (che nel 2025 ha trattato oltre 4.200 pazienti), dove l’ambiente è studiato per ridurre lo stress del paziente.
In tal senso occorre ricordare il ruolo del supporto psicologico: nell’ultimo anno i primi colloqui e le valutazioni psico-oncologiche sono state 18.720, con un trend di crescita costante negli ultimi anni.
«Con la progettazione di questo Centro abbiamo voluto creare una Casa che Cura», ha spiegato Piacentini, «un luogo dove la tecnologia più avanzata convive con il calore umano. È questo lo spirito che caratterizza il Policlinico: una struttura no profit che vuole garantire le migliori cure a tutti, assicurando a ogni paziente eccellenza tecnologica e umanità».
Il riconoscimento delle istituzioni
L’importanza strategica del CCC è stata sottolineata anche dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, intervenuto all’evento. «Si tratta di risultati straordinari, frutto del grande lavoro della comunità del Gemelli. Il Policlinico offre un servizio pubblico essenziale che va tutelato e protetto, un presidio sanitario fondamentale del nostro territorio con cui vogliamo continuare a collaborare per crescere insieme».
All’evento hanno partecipato anche il presidente della Fondazione Policlinico Gemelli Daniele Franco e il rettore dell’Università Cattolica Elena Beccalli, a testimonianza di come l’asse tra formazione accademica, ricerca di base e pratica clinica ospedaliera rappresenti la vera chiave del successo del Comprehensive Cancer Center.



