I governi europei usano i fondi europei per migliorare l’efficienza dei sistemi sanitari

(Credit © European Community, 2004)Si è verificato un importante mutamento di strategia nell’uso dei fondi ESI in tema di salute (Fondi strutturali e di investimento europei) da parte dei governi dell’Unione Europa. A differenza del periodo 2007-2013, infatti, durante il quale i Paesi membri hanno fatto ricorso soprattutto a investimenti parziali, la programmazione 2014-2020 registra il diffuso tentativo di migliorare l’efficienza e la sostenibilità dei sistemi sanitari nel loro complesso. Questo è quanto emerge dal documento intitolato “Mapping of the use of European Structural and Investment funds in health in the 2007-2013 and 2014-2020 programming periods” pubblicato a novembre 2015 dal consorzio del progetto ESIF for Health. Quest’ultimo, finanziato dal programma europeo 2008-2013 per la Salute, mira a realizzare un kit di strumenti operativi per supportare i Ministeri della salute dei diversi stati UE nell’uso dei fondi ESI. Secondo il report, che confronta le modalità di impiego dei fondi ESI nei due periodi 2007-2013 e 2014-2020, lo sforzo degli Stati membri nei prossimi anni si concentrerà sul tentativo di ridurre il ricorso ingiustificato alle cure degli specialisti rinforzando l’assistenza primaria. In particolare, le principali aree di azione riguarderanno la ricerca di una maggiore integrazione tra assistenza sanitaria e sociale, lo sviluppo di assistenza del tipo community based, l’introduzione di misure per la sostenibilità economica dei sistemi sanitari e la promozione di misure di prevenzione e dell’active aging. Anche la R&S e lo sviluppo di soluzioni e-health saranno oggetto di crescente attenzione.

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