Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, il programma della ricerca

Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, il programma della ricercaIn occasione della Giornata della Ricerca 2018 l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) ha presentato il suo piano triennale di ricerca, il cui obiettivo è una migliore pianificazione delle strategie e la messa a punto di quattro innovative linee di ricerca: prevenzione primaria, secondaria e diagnosi precoce (la prima), medicina di precisione e innovazione tecnologica farmacologica e non (la seconda), complessità e tumori rari (la terza), Ricerca sanitaria e “outcome research” (la quarta).

Un cambio di rotta importante, approvato dal Ministero della Salute. Come sottolineato da Giovanni Apolone, direttore scientifico dell’INT, «le nuove linee diventano soprattutto strumento di programmazione con un responsabile di riferimento che ha il compito di definire un programma di azione, e i fondi vengono allocati a ogni singola ricerca».

Giovanni Apolone

«Il nuovo programma di ricerca ribadisce il ruolo cruciale dell’INT», interviene Enzo Lucchini, presidente INT. «La Giornata della Ricerca è per l’Istituto un momento di riflessione e di confronto tra ciò che fa parte del nostro bagaglio attuale di conoscenze e i progetti per il futuro, tra gli illustri esperti che hanno contribuito al raggiungimento di obiettivi fondamentali e i giovani ricercatori che con la loro attività stanno contribuendo alla ricerca che verrà».

All’INT l’attenzione alla ricerca e in particolare alla traslazionale è forte e rimane il primo obiettivo del lavoro dei ricercatori.
«La ricerca svolta all’INT è sempre a livelli elevati, spesso rappresenta lo start ai cambiamenti nella diagnosi e nella cura», interviene Luigi Cajazzo, direttore generale INT. «Questo rende l’INT un riferimento nazionale e internazionale in campo oncologico».

Luigi Cajazzo

La ricerca ha fatto passi avanti e segna tappe importanti nella lotta al cancro.

Un esempio sono i Basket study, che testano l’efficacia dei farmaci in pazienti che non hanno più un unico tumore, ma malattie diverse che condividono lo stesso profilo molecolare. Oppure alla possibilità per alcune forme tumorali di scegliere la terapia personalizzata in funzione del profilo genetico e molecolare del paziente.

«Emerge sempre più un fenomeno noto: la capacità del cancro di mutare e resistere alle terapie», continua Apolone. «Questo ci sta portando a delineare una ricerca sempre più tecnologica, ma senza perdere di vista il paziente che andrà seguito nel tempo per studiare le caratteristiche mutevoli del cancro e trovare la terapia più appropriata a seconda della fase della malattia».

In questo senso va sottolineato il vero significato di Medicina di Precisione e di Medicina Personalizzata: non si tratta solo di terapie mirate alle caratteristiche del tumore, ma anche di maggiore precisione in ogni campo della medicina, dalla prevenzione primaria alla sorveglianza del paziente reso privo di malattia ma ancora suscettibile di ricadute e progressioni.

«Tutto va personalizzato, non solo le cure farmacologiche», sottolinea Apolone. «Le nuove linee di ricerca vanno in questa direzione: fornire dati e informazioni per la migliore personalizzazione dell’intero ciclo di cure e assistenza».

I fondi per la ricerca

«Nel biennio 2016-2017 sono stati allocati in totale 5 milioni di euro, destinati a diversi progetti sia multidisciplinari sia sviluppati da giovani ricercatori», interviene Apolone.

Si tratta di 6 progetti, di cui 4 coordinati da ricercatori senior:

– “Individuazione delle caratteristiche molecolari del carcinoma ovarico in stadio precoce per definire il trattamento terapeutico più adeguato”, ricercatore responsabile: dottoressa Marina Bagnoli dell’Unità di Terapie Molecolari – Dipartimento di Ricerca.

– “Microbioma, marker di infiammazione, caratteristiche cliniche e radiomiche come predittori della risposta dei tessuti sani alla radioterapia nel caso di trattamento di tumore alla prostata e al testa-collo”, ricercatore responsabile: professor Riccardo Valdagni, direttore della UO di Radioterapia Oncologica 1 e direttore del Programma Prostata.

– “Nuovo metodo per identificare i tumori della testa-collo e la presenza di infezione da HPV tramite l’analisi dei composti organici volatili del respiro”, ricercatore responsabile: professoressa Lisa Licitra, direttore della Struttura Complessa Oncologia Medica 3 – Tumori Testa-Collo.

– “Modificare il microambiente per rendere le neoplasie mammarie più riconoscibili al sistema immunitario”, ricercatore responsabile: dottor Massimo Di Nicola, responsabile S.S. della UO di Immunoterapia Clinica dei Tumori e Terapie Innovative.

Una parte delle risorse disponibili sostiene i progetti più meritevoli di ricercatori che sono a inizio carriera.
Quest’anno sono due:
– “Colpire le proteine inibitori di apoptosi come strategia per ridurre l’aggressività, intrinseca e mediata dal microambiente, delle cellule tumorali”, ricercatore responsabile: dottor Daniele Lecis del Dipartimento di Ricerca.
– “Adolescenti e giovani adulti con tumore in Italia, come assicurare le migliori cure e qualità della vita”, ricercatore responsabile: dottoressa Annalisa Trama del Dipartimento di Ricerca.

Cristina Suzzani

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