La qualità delle cure non si misura solo sull’efficacia delle terapie, ma anche sulla capacità del medico di ascoltare, comprendere e costruire una relazione autentica con i pazienti.
Questa considerazione ha ispirato Laudato Medico Young, il percorso formativo promosso da Europa Donna e realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, con la partecipazione di Airo Giovani, in rappresentanza di Airo.
«La relazione con il paziente non è un aspetto accessorio, ma parte integrante della cura», afferma Antonella Ciabattoni, radio-oncologa di Airo, «perché è proprio nella comunicazione, nell’ascolto e nel modo in cui accompagniamo le persone che si costruisce una medicina davvero attenta e rispettosa».
Il progetto
Avviato nel 2024, il progetto è stato pensato per offrire ai giovani professionisti della sanità strumenti concreti per sviluppare empatia, capacità di ascolto e consapevolezza nella relazione di cura.
Per la prima volta, Europa Donna ha coinvolto in modo strutturato giovani specialisti under 40 provenienti da diverse discipline impegnate nella cura del tumore al seno.
Al percorso hanno preso parte dodici medici, selezionati tra giovani radio-oncologi appartenenti ad Airo Giovani, insieme a colleghi radiologi senologi e chirurghi senologi, a testimonianza di un approccio condiviso e integrato alla cura della paziente.
«Lavorare in modo multidisciplinare significa costruire una cura più completa, in cui le competenze si integrano e il paziente non viene mai visto per singoli passaggi», prosegue Stefano Pergolizzi, neopresidente Airo, «iniziative come Laudato Medico Young aiutano i giovani medici a sviluppare fin dall’inizio una visione di squadra, che è oggi indispensabile per garantire qualità, continuità e attenzione alla persona».
Elemento distintivo del progetto è il dialogo diretto con le pazienti, che hanno condiviso vissuti, fragilità, bisogni e aspettative legate al percorso di cura.
«La partecipazione di Airo Giovani conferma l’impegno dell’Associazione nel promuovere una formazione che integri competenze cliniche e relazionali», conclude Roberta Grassi, coordinatrice Airo Giovani, «riconoscendo nella relazione medico-paziente una componente centrale del percorso di cura, al pari della qualità delle terapie».



