Lombardia: più screening per le malattie sessualmente trasmissibili

Chlamydia trachomatis (immagine CDC, Centers for Disease Control and Prevention; fonte: Wikipedia)
Lombardia: più screening per le malattie sessualmente trasmissibili
Chlamydia trachomatis (immagine CDC, Centers for Disease Control and Prevention; fonte: Wikipedia)

Regione Lombardia ha varato due nuovi provvedimenti per aumentare la prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili: estensione del programma di screening organizzato del tumore della cervice uterina a tutto il territorio regionale, con in più l’acquisizione del test del DNA per individuare la presenza del Papilloma Virus (estensione del programma di screening organizzato del tumore della cervice uterina in Regione Lombardia); l’introduzione di screening gratuiti per un maggior numero di malattie sessualmente trasmissibili e la riorganizzazione e uniformazione delle attività dei Centri Ist regionali (revisione e aggiornamento delle indicazioni in tema di sorveglianza, prevenzione e controllo delle infezioni sessualmente trasmesse).
In particolare, il nuovo programma di screening per il tumore della cervice, per cui la Regione ha investito 5 milioni di euro, farà capo ai Centri Screening delle Ast lombarde e prevede di invitare a fare il pap test gratuito le donne dai 25 ai 33 anni ogni 3 anni e quelle tra i 34 e i 64 anni ogni 5 anni. La seconda delibera aggiunge alle malattie già ricercate negli screening anche la Chlamydia trachomatis e la Condilomatosi anogenitale.
Inoltre, come spiega Giulio Gallera, assessore al Walfare di Regione Lombardia: «il provvedimento fornisce le linee di indirizzo per l’organizzazione dei Centri Ist (infezioni sessualmente trasmesse), con particolare riferimento alla definizione di ruoli e funzioni dei soggetti coinvolti e dei requisiti organizzativi. Obiettivo del documento è indirizzare l’organizzazione dei centri IST al fine di facilitare e semplificare l’accesso alle cure in tema di infezioni sessualmente trasmissibili, garantire la continuità assistenziale dalla fase di prevenzione alla fase diagnostico/terapeutica e di follow-up mediante una presa in carico complessiva del paziente. Altro importante obiettivo è la maggiore capacità del sistema sanitario regionale di sorveglianza dell’andamento epidemiologico delle Ist sul territorio lombardo».

Stefania Somaré

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