Mille trapianti di fegato per l’Ismett

ISMETT_EXT_AWNING_20140620_471Era il 31 luglio 1999 quando venne eseguito il primo trapianto di fegato dell’Ismett (Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione). Da allora sono stati eseguiti 863 trapianti da donatore cadavere, 116 da vivente e 21 combinati, di cui 119 in bambini. E così, l’Istituto è giunto al suo millesimo trapianto, avvenuto con successo. Il trapianto di fegato resta molto richiesto e, purtroppo, gli organi disponibili spesso sono meno di quelli richiesti: ecco dunque che in Ismett si cerca di sopperire a questa penuria mettendo in pratica delle strategie. La prima consiste nello “split liver”, ovvero nell’usare il fegato di un cadavere per due trapianti: l’organo viene diviso in due parti che sono poi solitamente trapiantate rispettivamente in un adulto e in un bambino. La seconda nel fare trapianto da donatore vivente, ambito in cui Ismett è la massima autorità nel Paese. I risultati ottenuti dalla struttura sono tra i migliori a livello nazionale, e non solo. «Tali risultati sono permessi dall’innovativo partenariato tra la Regione Siciliana e l’University of Pittsburgh Medical Center (UPMC)», afferma Bruno Gridelli, direttore di Ismett. «Intendiamo potenziare il programma di trapianto da vivente in adulti e bambini, di implementare procedure sempre meno invasive, possibilmente con l’uso della robotica, per il prelievo da vivente e metodiche di ricondizionamento del fegato prelevato da donatori marginali. In questo modo, potremo ampliare l’accesso a questa terapia salva vita».

Stefania Somaré

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