Radioterapia stereotassica nelle cure oncologiche

Lo scorso 20 ottobre si è tenuto a Roma il IV simposio annuale internazionale di UPCM, intitolato “Sfide della radiochirurgia/radioterapia stereotassica corporea rispetto alla radioterapia consolidata”. Negli ultimi anni la radioterapia è divenuta una vera arma nei confronti di tumori come quello al polmone, all’encefalo, alla prostata e al fegato: si parla, ovviamente, di radioterapia di ultima generazione, come quella stereotassica corporea, che si sta velocemente diffondendo in Europa. Questo tipo di radioterapia ha un’alta precisione che «consente di erogare dosi di radiazioni molto più elevate rispetto alla radioterapia tradizionale», ha spiegato il professor Piercarlo Gentile, direttore medico del Centro di Radioterapia Avanzata UPMC di San Pietro FBF. «Si parla infatti di ipofrazionamento, motivo per cui la dose terapeutica può essere erogata in un numero limitato di sedute o addirittura in un’unica seduta. La ridotta durata del ciclo di trattamento comporta la creazione di rapporti completamente nuovi rispetto al passato tra la radioterapia e gli altri trattamenti cui il paziente oncologico tipicamente si sottopone, rendendo più agevole il suo inserimento all’interno di piani di cura multidisciplinari ossia farmacologici/chirurgici».

L’obiettivo dei prossimi anni sarà mettere a punto trattamenti sempre più personalizzati per consentire ai pazienti oncologici non solo di sopravvivere, ma anche di vivere al meglio. Il simposio può essere rivisto in streaming.

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