Nuovo test per diagnosticare le allergie

Da sinistra: Maria Antonietta Ciardiello, Maurizio Tamburrini, Lisa Tuppo e Ivana Giangrieco

Aria inquinata, cibo spazzatura, stress sono solo alcune delle possibili cause di un aumento incontrollato delle allergie nella popolazione mondiale negli ultimi anni.
Secondo alcune stime, soffrirebbe di allergia circa il 40% della popolazione. Diagnosticarla per tempo è importante per poter mettere in atto strategie e terapie adeguate: in alcuni casi i sintomi dell’allergia possono essere anche mortali. Oggi, grazie a un team di lavoro dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli (Ibbr-Cnr), coordinato da Maria Antonietta Ciardiello, la diagnosi di allergie può essere effettuata in 4 ore, con risultati immediati e senza bisogno di tenere il paziente a digiuno prima del test.

Il team ha infatti ideato Faber, un nuovo strumento il cui marchio è stato registrato presso l’ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale. Alla realizzazione di Faber hanno collaborato anche i Centri Associati di Allergologia Molecolare (Caam), l’Allergy Data Laboratories (Adl) e con il supporto dell’azienda austriaca MacroarrayDx.

Un’altra novità del test sta nella consegna dei risultati, che possono essere inviati online tramite un’apposita cartella elettronica, InterAll o scaricati attraverso il Caam Digital Reporting System (Cdrs). Diversamente dai soliti risultati cartacei, questi sono costantemente aggiornati sulla base delle nuove evidenze scientifiche sul tema, estratti dalla banca dati degli allergeni Allergome, creata da Adl. La documentazione, inoltre, è disponibile da tablet, smartphone e pc, in 9 lingue.

Maria Antonietta Cardiello entra nel dettaglio: «Faber è stato sviluppato grazie all’uso delle nanotecnologie: gli allergeni sono infatti accoppiati a supporti molto piccoli (nanobeads), utilizzando diversi tipi di legami chimici e ottimizzando la coniugazione delle proteine allergeniche con il supporto. Il dispositivo è costituito da un biochip sul quale sono immobilizzate 244 preparazioni allergeniche: 122 molecole e 122 estratti caratterizzati, provenienti da circa 150 differenti fonti allergeniche (alimenti, pollini, acari, epiteli, muffe, lattice, veleni di api e vespe, tessuti), che attraverso un unico test sierologico permettono di analizzare contemporaneamente la sensibilità a tutti gli allergeni. Nella raccolta di preparazioni allergeniche sono presenti componenti esclusivi, realizzati e controllati costantemente dal gruppo Ibbr-Cnr, mentre il test, che prevede l’uso di siero o plasma umano e di un anticorpo anti-Immunoglobina E (IgE), viene eseguito dagli allergologi del Caam diretti da Adriano Mari».
I risultati di questo test non vengono alterati da assunzione di farmaci. Nemmeno da quelli per l’allergia.

Stefania Somaré

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