Toscana: investimenti per le tecnologie biomediche

È stato varato a fine luglio il suo primo “Piano Regionale delle Tecnologie Biomediche”, il cui obiettivo è programmare in modo intelligente gli acquisti dei diversi macchinari biomedicali in uso in ospedali, ambulatori e laboratori della Regione Toscana, per evitare che ci siano doppioni e garantire la massima efficienza clinica e gestionale e una distribuzione uniforme dei macchinari stessi sul territorio.
Sono quasi 250 i milioni di euro messi a disposizione.
Punto di partenza del Piano è la definizione da parte di ogni azienda sanitaria o ente del Ssr del proprio piano delle tecnologie sanitarie per il triennio 2017/2019, documento che è stato inviato alla propria Area Vasta di riferimento e da qui alla Commissione Regionale di Valutazione delle Tecnologie e degli Investimenti Sanitari.
Nel contempo, la Commissione ha istituito un gruppo apposito costituito da tecnici di diverse professionalità, ingegneri, clinici, medici e amministrativi e dirigenti regionali, per analizzare il parco tecnologico esistente in Regione e potere quindi procedere con i passi successivi. Definite le necessità delle diverse strutture sanitarie, ora spetta all’Estar, l’Ente di supporto tecnico-amministrativo regionale, programmare le acquisizioni attraverso noleggi, leasing o acquisti finanziati da mutuo o da finanziamenti ministeriali. È previsto poi un aggiornamento annuale del piano, così da definire gli acquisti di anno in anno.
Il prossimo aggiornamento è fissato per i primi mesi del 2018.
Stefania Saccardi, assessore al Diritto alla Salute, ha dichiarato: «la Toscana possiede un patrimonio di tecnologie biomediche assolutamente competitivo che, assieme al personale sanitario, costituisce il grande valore del nostro servizio sanitario. Un patrimonio che necessita di impegno e risorse continue per garantire omogeneità assistenziali. Per questo è necessaria un’adeguata programmazione degli investimenti in questo settore, per rispondere con strutture e tecnologie sempre più appropriate, moderne e sicure alle necessità di salute dei cittadini».

Stefania Somaré

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