Treviso ha un nuovo acceleratore lineare e una base per elisoccorso

Treviso ha un nuovo acceleratore lineare e una base per elisoccorsoIl presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha inaugurato in ottobre un nuovo acceleratore lineare, che entra in funzione nel reparto di Radioterapia dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso per rafforzare il livello tecnologico e quantitativo delle terapie radiologiche anticancro: consentirà infatti di aumentare del 50% i trattamenti quotidiani sui pazienti oncologici.

Inaugurat, contestualmente anche il nuovo eliporto ospedaliero (con grande potenziale operativo in più rispetto alle elisuperfici tradizionali, è il secondo in Italia di questo tipo), che servirà la Cittadella della Salute in costruzione.

direttore generale Francesco Benazzi, direttore di Radioterapia Alessandro Gava, direttore del SUEM 118 Paolo Rosi.

Il governatore Zaia ha posto l’accento sugli effetti che il nuovo acceleratore lineare di Treviso può avere sulla mobilità sanitaria verso est, ancora presente tra i pazienti veneti, e su una nuova attrattività realizzabile da fuori Regione.
«Già oggi abbiamo pazienti da altre Regioni che scelgono il Veneto per curarsi, con un valore di prestazioni erogate di 300 milioni di euro, ma possiamo, e vogliamo far meglio offrendo modernità e tecnologie al top, come oggi a Treviso».

Il nuovo acceleratore lineare è il terzo a entrare in servizio all’ospedale trevigiano e va aggiungersi ai due installati, rispettivamente, nel 2015 e nel 2016. Si conclude così un rinnovamento tecnologico che durato tre anni che ora consentirà alla Radioterapia Oncologica di curare oltre 1800 nuovi pazienti l’anno con le migliori e più aggiornate tecniche radioterapiche erogate in un’attività quotidiana di 13 ore giornaliere.

L’eliporto del Ca’ Foncello di Treviso sostituisce la vecchia elisuperficie. La differenza nei termini è dovuta a caratteristiche specifiche nella realizzazione, nei servizi complementari e nell’attività in grado di assicurare. Quello di Treviso è il secondo eliporto ospedaliero, dopo quello di Campoformido in Friuli.
Abilitato anche per il volo notturno, sorge nell’ampia area verso la tangenziale, compresa a distanza tra gli spazi del polo logistico e tecnologico e via Cittadella della Salute; è realizzata secondo le indicazioni dell’ENAC ed è dotato di moderno e ampio hangar con pista di rullaggio e servizi logistici, collegata direttamente al polo ospedaliero.

Sostituisce, come detto, l’ormai obsoleta elisuperficie, la cui area è compresa in quella su cui è prevista la costruzione del polo per alta intensità di cura della Cittadella della Salute. Il nuovo eliporto è strettamente collegato alla nuova sede della centrale operativa del SUEM di prossima inaugurazione. L’eliporto attuale è una struttura moderna e al passo con i tempi dell’attività dell’elisoccorso trevigiano.

In tutto l’anno scorso, infatti, ha registrato 546 interventi; dall’inizio del 2018 sono stati 459, segando un aumento del 6,7%. Nel 2017, gli interventi di soccorso sono stati 388 (72%), di cui 254 per eventi traumatici (65%) e 134 (35%) per eventi non traumatici. I voli sono stati 142 in seguito a incidenti stradali (22 su autostrada), 45 a incidenti sul lavoro, 31 a incidenti domestici, 33 incidenti sportivi o ricreativi.

In prevalenza gli interventi di soccorso sono avvenuti in provincia di Treviso (265) ma anche di Venezia (76 di cui 50 sul litorale), Belluno (9), Padova (14), Vicenza (22), Pordenone (2). Di questi, 47 sono avvenuti in area montana (19 per incidenti con parapendio o deltaplano).

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