Tumore al seno: possibili terapie più efficaci

Tumore al seno: possibili terapie più efficaciIl tumore al seno è uno dei tipi di tumore più diffusi a livello mondiale. Tra le sue cause ci sarebbe anche l’aromatasi, un enzima che stimola la produzione di ormoni sessuali femminili e che, se presente in eccesso, favorisce lo sviluppo di questo tumore. Aromatasi e altri citocromi della famiglia P450 sono target tipici dei farmaci antitumorali.
Fino a oggi si pensava che ogni molecola farmacologica scegliesse vie differenti per giungere al sito attivo, nascosto dentro questi enzimi, a seconda delle proprie forme e dimensioni. Una ricerca condivisa tra varie realtà – Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa), Istituto Officina dei Materiali del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Trieste (Iom-Cnr), Istituto di Ricerca in Biomedicina di Bellinzona (Irb) e Università di Lugano – ha dimostrato invece che molecole differenti percorrono sostanzialmente le stesse strade all’interno delle proteine target per accedere al sito attivo.
Più nel dettaglio, i ricercatori hanno confrontato attraverso simulazioni di dinamica molecolare classica un farmaco antitumorale di ultima generazione, inibitore dell’aromatasi stessa, e un ormone su cui agisce l’enzima.
«In questo modo», spiegano i ricercatori, «abbiamo individuato e caratterizzato dal punto di vista energetico i percorsi di accesso preferenziali delle due molecole per raggiungere il sito catalitico dell’enzima. Sorprendentemente abbiamo identificato gli stessi due canali in entrambi i casi, indipendentemente quindi dalla diversa forma, dimensione o idrofobicità delle due molecole studiate. Inoltre, la somiglianza tra diversi citocromi P450 nei punti critici fa supporre che questa caratteristica possa essere comune a tutta la famiglia enzimatica». Questa scoperta apre la strada a nuovi approcci farmacologici.
Lo studio, finanziato dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc), è stato pubblicato sul Journal of Physical Chemistry Letters.
Risultati notevoli per le future applicazioni farmaceutiche. «Si tratta di risultati che non sono osservabili sperimentalmente e che però sono fondamentali per lo sviluppo di farmaci più selettivi e più efficaci», conclude Alessandra Magistrato. Lo studio è infatti parte di un progetto My First Airc, finanziato alla ricercatrice Iom-Cnr/Sissa dall’Airc, per la progettazione, sintesi e sperimentazione di nuovi farmaci antitumorali per combattere in cancro al seno.

Stefania Somaré

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