Tumore: contributo alla ricerca sul mesotelioma pleurico maligno

Da sinistra: Ugo Ferrari, Marco Nocivelli, Pier Giorgio Petronini, Giovanni Franceschini

Le aziende Transfer Oil Spa ed Epta Spa hanno donato 20 mila euro al Laboratorio di Oncologia Sperimentale dell’Università di Parma per il progetto di ricerca sul mesotelioma pleurico maligno “Caratterizzazione molecolare e nuovi approcci terapeutici nel trattamento del mesotelioma pleurico maligno”. I fondi serviranno per approfondire la composizione molecolare e individuare nuovi approcci terapeutici verso una neoplasia molto aggressiva, la cui incidenza è in costante aumento.
La presentazione delle donazioni è avvenuta nella sede dell’ateneo alla presenza del rettore vicario Giovanni Franceschini, di Pier Giorgio Petronini, responsabile scientifico del Laboratorio di Oncologia Sperimentale e docente del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, di Ugo Ferrari, amministratore delegato di Transfer Oil Spa, e di Marco Nocivelli, amministratore delegato di Epta Spa.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche Giovanna Campaniello in rappresentanza dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma e Rinaldo Lampugnani, presidente dell’Associazione Alumni e Amici dell’Università di Parma.
«Ringraziamo Transfer Oil e Epta per questi gesti di grande attenzione», ha commentato Giovanni Franceschini. «La ricerca per avanzare ha bisogno di risorse ed è sempre più necessario integrare quelle che arrivano dallo Stato con contributi di privati. Trovare aziende e persone che abbiano questa sensibilità fa piacere, perché ci aiuta in una delle mission fondamentali dell’Università».

Il mesoteliomo pleurico maligno
Il mesotelioma pleurico maligno è una neoplasia estremamente aggressiva, associata all’esposizione alle fibre di amianto. La diagnosi viene fatta in fase avanzata, inoltre questo tipo di tumore non risponde alla chemioterapia; la sopravvivenza media dei pazienti è pertanto di circa 12 mesi e la possibilità di guarigione è inferiore al 5%. Il tasso d’incidenza è in aumento e nei prossimi anni si prevede un numero considerevole di casi anche in Italia.
«Una migliore comprensione della biologia molecolare del mesotelioma può contribuire a identificare nuovi bersagli molecolari verso i quali indirizzare la terapia», ha spiegato Pier Giorgio Petronini.
Lo studio proposto, multidisciplinare, coinvolge docenti e ricercatori del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma insieme a Marcello Tiseo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma e ad Angelo Delmonte dell’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori di Meldola, con cui è in atto un protocollo d’intesa di collaborazione scientifica e tecnologica. Il primo anno di questo studio ha portato di recente a una pubblicazione sulla rivista internazionale Neoplasia.

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