Il mese di agosto è stato produttivo per molte regioni italiane.

Mentre il Ministero della Salute lavorava al decreto dell’obbligo vaccinale, in altre realtà si lavorava per migliorare la prevenzione verso alcune patologie, come il tumore della cervice uterina. Un esempio è l’Umbria.

Tra le prime Regioni a introdurre lo screening per questo tipo di tumore, proprio l’Umbria ha infatti deciso di estendere la fascia di popolazione femminile che verrà sottoposta allo screening con il test per l’Hpv: dal 2018 verranno chiamate quindi tutte le donne a partire dai 30 anni e non più dai 35, sempre con cadenza ogni 5 anni.

Le donne tra i 25 e i 29 anni effettueranno invece uno screening con pap-test, ogni 3 anni. In questo modo saranno 25.000 in più le donne che potranno effettuare lo screening, numero che si aggiunge alle 200.000 già coinvolte.

Luca Barberini, assessore regionale alla Salute, alla Coesione Sociale e al Welfare, ha così spiegato: «l’obiettivo è potenziare la prevenzione del carcinoma della cervice uterina, visto che la diagnosi precoce è l’arma più efficace per combatterlo e lo screening organizzato rappresenta il principale fattore di riduzione dell’incidenza di tale neoplasia e della mortalità a essa collegata. A tale proposito, è opportuno ricordare che, proprio grazie alle azioni di prevenzione, oggi rappresenta solo il 2% dei tumori nelle donne».

Si ricorda inoltre che la pratica di screening permette anche di abbattere le liste d’attesa e quindi di procedere più rapidamente con le normali prescrizioni.

Stefania Somarè

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