Prima che il virus dell’epatite C (HCV) dia sintomatologia possono passare anni, durante i quali i soggetti restano asintomatici ma possono infettare altre persone.
Secondo le società scientifiche di riferimento, sarebbero tra i 250.000 e i 350.000 gli asintomatici in Italia: per intercettarli e trattarli con la corretta terapia antivirale, il nostro Paese pensa a uno screening di massa.

A fine dello scorso mese di aprile, il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato insieme al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, un apposito Decreto per avviare nel biennio 2020-2021 uno screening nazionale gratuito per il virus HCV.
Circa 70 milioni di euro i fondi stanziati. Il Ministro Speranza ha dichiarato: «il decreto approvato oggi rappresenta uno strumento prezioso per il miglioramento della diagnosi precoce dell’epatite C. Una terapia tempestiva, grazie ai farmaci di ultima generazione, può portare alla guarigione ed evitare l’insorgenza di nuovi casi».

L’Italia è, in Unione Europea, lo Stato con la prevalenza di infezione più elevata, pari a circa l’1,5% della popolazione.

La rapidità di diagnosi è essenziale, perché il rischio di sviluppare cirrosi epatica e, a volte, carcinoma epatico, aumenta con il passare del tempo e la convivenza con il virus. Potranno partecipare allo screening tutti coloro che sono nati tra il 1969 e il 1989, partendo da chi è seguito da un Servizio Pubblico per le Dipendenze e dai detenuti in carcere.

Stefania Somaré

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