Intelligenza artificiale, accordo tra Humanitas e Philips

Il team di medici e ricercatori Humanitas-Philips

La digitalizzazione degli ospedali e l’applicazione dei nuovi algoritmi di apprendimento rivoluzioneranno la sanità. Con l’obiettivo di accelerare questo percorso, l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano) e Philips hanno firmato un accordo orientato a ricerca e innovazione. Una collaborazione che inizialmente si concentrerà su alcune specifiche aree, ovvero radiologia, oncologia, cardiologia, stroke, per poi estendersi ad altri settori.

Workshop preliminari

Per ciascuno dei quattro ambiti individuati, si stanno svolgendo alcuni workshop, a cui hanno partecipato sia gli sviluppatori della multinazionale olandese sia gli specialisti dell’ospedale, allo scopo di identificare le opportunità tecnologiche e digitali, da un lato, e le necessità cliniche dall’altro, trovando così delle convergenze attorno alle quali costruire i primi nuovi progetti.

Tra questi, impiegare l’intelligenza artificiale per supportare gli interventi di cardiologia interventistica e per migliorare la diagnostica radiologica negli ambiti vascolare e oncologico, ma anche per aumentare l’accuratezza della radioterapia e per ridurre i tempi di intervento nei casi di ischemia cerebrale.

Altri progetti dell’ospedale

L’accordo siglato si inserisce, del resto, all’interno di un più ampio disegno di Humanitas, che sta puntando molto sull’intelligenza artificiale.
Proprio a quest’ultima è stato, infatti, dedicato, all’interno dell’istituto, un apposito Centro di ricerca, dove ingegneri, medici, data scientist mettono a fattor comune conoscenze e competenze per migliorare le cure.

Tanti i progetti ai quali si sta lavorando, sempre con uno sguardo rivolto al futuro. Uno di questi è Genomics and personalized medicine for all through artificial intelligence in haematological diseases (Genomed4All), un’iniziativa europea coordinata dallo stesso ospedale di Rozzano e mirata a realizzare una piattaforma che faciliti la condivisione e l’analisi dei dati genomici e clinici riguardanti le malattie ematologiche, come le sindromi mielodisplastiche e l’anemia falciforme.

Un altro progetto è Eu4Child, avviato per offrire servizi basati sull’intelligenza artificiale utili nella cura dei bambini con tumore.
Si tratta, in particolare, di algoritmi in grado di garantire diagnosi più precise, di suggerire le terapie più adeguate e di prevedere gli esiti dei trattamenti, con un occhio alla medicina personalizzata.
Il sistema sarà sviluppato in modo che riesca anche a motivare le proprie scelte, per aumentare la fiducia degli operatori sanitari nella tecnologia.

Un altro progetto ancora riguarda il tumore del pancreas. È attualmente in corso uno studio per prevedere, grazie all’intelligenza artificiale e sulla base dei risultati delle Tac preoperatorie, le complicanze gravi dell’intervento chirurgico. Informazioni, queste, che, se ottenute in anticipo, sono cruciali per stabilire con maggiore precisione il trattamento più adatto per ciascun paziente.

Paola Arosio

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