World Sepsis Day, sepsi seconda causa di morte nei prematuri

Stanti i numerosi passi avanti fatti dalla medicina negli ultimi vent’anni, che hanno portato a una riduzione di mortalità e morbosità associate all’insufficienza respiratoria nel neonato pretermine, numerose sono le patologie che ancora oggi espongono il prematuro a prolungate degenze in terapia intensiva e aumentati rischi di morte.

Tra queste le infezioni correlate all’assistenza, che colpiscono il 15-20% dei neonati fortemente prematuri e che spesso esitano in sepsi, seconda causa di morte per i neonati nati tra la 22esima e la 40esima settimana di gestazione. In occasione del World Sepsis Day, la Società Italiana di Neonatologia (SIN) pone grande attenzione al tema preannunciando la nuova Linea Guida volta ad uniformare procedure e precauzioni di prevenzione.

Nell’ultimo ventennio i numerosi progressi fatti dalla medicina hanno portato a una significativa riduzione di mortalità e morbosità nei neonati pretermine; di contro tuttavia, molte patologie continuano a determinare una prolungata degenza in reparti di terapia intensiva aumentando per il prematuro, i rischi di morte.

L’incidenza delle ICA nei pretermine e la sepsi

Tra queste patologie, particolarmente significative sono le infezioni correlate all’assistenza – ICA – che interessano il 15-20% dei neonati molto prematuri, con ciò intendendo quei bambini che alla nascita hanno un peso inferiore ai 1.500 grammi.
Per loro il rischio di contrarre un’infezione ospedaliera è di tre, addirittura quattro volte superiore a quella dei neonati più grandi, a causa della forte immaturità del loro sistema immunitario. Questo determina una grande vulnerabilità dei piccoli all’attacco degli agenti patogeni, oltre ad una loro ridotta capacità di circoscrivere l’infezione, che di conseguenza esita in un quadro di malattia invasiva generalizzata, sepsi, ad evoluzione sovente tanto rapida quanto drammatica.
Le cause di questa suscettibilità sono rinvenibili tanto in una precoce interruzione della gravidanza, quanto nel mancato o risibile trasferimento dalla madre al piccolo di fattori immunitari protettivi, passaggio questo che avviene soprattutto nelle ultime settimane di gestazione. Inoltre, procedure invasive come ventilazione assistita o nutrizione tramite cateteri venosi – necessari a garantire la sopravvivenza dei prematuri ricoverati in reparti ad alta intensità di cura – li espongono ulteriormente a rischi infettivi.

Il World Sepsis Day e la Nuova Linea Guida SIN

In occasione del World Sepsis Day – che si celebra il 13 settembre – la Società Italiana di Neonatologia – SIN pone grande attenzione su questa patologia che ancora oggi costituisce la seconda causa di morte nei neonati venuti al mondo tra la 22esima e la 40esima settimane di gestazione.
Proprio per questa ragione, la SIN negli ultimi anni si è posta come obiettivo quello di diffondere pratiche cliniche di comprovata efficacia, atte a ridurre il rischio di sepsi per quei neonati ricoverati nelle terapie intensive neonatali. In occasione del prossimo Congresso Nazionale della società – che si terrà tra il 6 e il 9 ottobre a Roma – la SIN presenterà la nuova Linea Guida per la Prevenzione delle Infezioni Ospedaliere che ha come scopo quello di uniformare le procedure e le precauzioni di prevenzione a livello nazionale e poter garantire ai prematuri i più alti standard di cura.

Elena D’Alessandri

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