A Bergamo tecnologie d’eccellenza per diagnostica oncologica e analisi cliniche

il nuovo Laboratorio di Patologia clinica
il nuovo Laboratorio di Patologia Clinica

L’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ha acquisito due tecnologie avanzate che rafforzano in modo strategico il Laboratorio di Anatomia Patologica e il Laboratorio di Patologia Clinica.

La prima è un sistema integrato di digital pathology e intelligenza artificiale, tecnologia che consente la scansione dei vetrini istologici trasformandoli in immagini digitali ad altissima risoluzione.

L’acquisizione è stata resa possibile anche grazie ai fondi raccolti con l’iniziativa “Un calcio al tumore”, organizzata lo scorso dicembre dall’Accademia della Guardia di Finanza con l’Accademia dello Sport per la Solidarietà e la Fondazione Mediolanum come charity partner.

La seconda è il nuovo sistema robotizzato e di automazione totale del Laboratorio di Patologia Clinica, acquisito in service con canone annuo di 2,5 milioni di euro.

Nuovo Laboratorio Ospedale Papa Giovanni XXIII

Vantaggi in termini di precisione

La digitalizzazione dei campioni permette di archiviare, condividere e analizzare i preparati in modo innovativo. L’integrazione con algoritmi di deep learning, poi, supporta il patologo nel riconoscere pattern cellulari complessi, identificare anomalie e individuare biomarcatori tumorali fondamentali per le terapie mirate.

Il sistema è tra le forme più evolute di oncologia di precisione, con vantaggi immediati per l’attività diagnostica: maggiore accuratezza e riduzione degli errori, automazione dei compiti ripetitivi, possibilità di second opinion e telepatologia e riduzione dei tempi di refertazione.

Cambia il modo di fare diagnostica

«La digital pathology integrata con IA rappresenta un cambiamento strutturale nel modo di fare diagnostica oncologica», spiega Andrea Gianatti, direttore del Laboratorio di Anatomia Patologica e del Dipartimento di Medicina di Laboratorio dell’Asst Papa Giovanni XXIII.

«La possibilità di trasformare i vetrini istologici in immagini digitali ad altissima risoluzione, analizzabili anche con algoritmi di deep learning, consente di supportare il patologo nel riconoscimento di pattern complessi, ridurre il rischio di errore e individuare biomarcatori fondamentali per terapie sempre più mirate.

Questo investimento migliora la qualità diagnostica, accelera i tempi di refertazione e apre nuove opportunità di collaborazione, rafforzando il ruolo di hub dell’Ospedale di Bergamo in questo settore».

Rafforza l’oncologia di precisione

«L’introduzione della digital pathology e dell’IA rafforza l’oncologia di precisione», commenta Alberto Zambelli, direttore dell’Oncologia e del Dipartimento Interaziendale Provinciale Oncologico.

«L’identificazione accurata dei biomarcatori tumorali consente di personalizzare le scelte terapeutiche e offrire ai pazienti percorsi di cura sempre più appropriati e tempestivi, migliorando l’integrazione tra clinica e diagnostica e la qualità complessiva delle cure».

Il sistema si compone di un software dedicato e scanner di ultima generazione per l’elaborazione delle immagini digitali.

Total laboratory automation

La seconda innovazione, nel Laboratorio di Patologia Clinica, è un sistema di total laboratory automation tra i più evoluti in Europa. Lungo 45 m e in grado di processare 4 mila provette al giorno, 24/7, il sistema automatizza i flussi di lavoro con intervento manuale limitato alla gestione delle anomalie, migliorando sicurezza, controllo, velocità, flessibilità e integrazione tra le piattaforme analitiche.

Le regole di validazione automatica integrate nel sistema informatico permettono l’invio più rapido dei risultati e la ripetizione automatica dei test in caso di esiti dubbi.

Inoltre, è realizzato con materiali riciclabili, con riduzione del consumo di plastica e rifiuti speciali, ha una rumorosità ridotta e permette l’ottimizzazione degli spazi.

Trasporto monoprovetta ad aria compressa e ad alta velocità

Un elemento distintivo è il sistema di trasporto monoprovetta ad aria compressa e ad alta velocità, che consente l’invio prioritario di campioni provenienti dal Pronto Soccorso sulla linea automatizzata.

Il tempo necessario perché il campione arrivi in laboratorio e restituisca i risultati si riduce così del 25%. Da una media di 56 minuti, il tempo scende così a 42 minuti circa.

Lo stesso sistema è in fase d’installazione al Centro Prelievi e in altre unità ad alto impatto sull’attività del Laboratorio. A regime ci sarà un flusso costante di campioni, evitando picchi nell’afflusso delle provette e rallentamenti dei tempi di lavorazione, soprattutto per i campioni urgenti provenienti dalle degenze.

Roberto Marozzi, direttore facente funzioni del Laboratorio di Patologia Clinica, fa sapere che «la nuova automazione consente di ridurre il tasso di errore e i tempi di consegna dei referti, aumenta la produttività e l’efficienza. Ciò porta maggiore sicurezza per operatori e pazienti, semplificazione dei processi e integrazione tra fasi analitiche e tra laboratori».

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