Mercoledì 22 aprile si apre l’edizione 2026 di Exposanità, che prosegue fino a venerdì 24 aprile presso BolognaFiere.
Si parte con il convegno inaugurale “Sfide socio-sanitarie e soluzioni tech. Nuove risposte per garantire il diritto alla cura” (22 aprile, ore 10:30 presso la sala Concerto – Centro servizi blocco D, primo piano).
La sessione di apertura dell’evento quest’anno vuole dedicarsi all’analisi delle maggiori sfide che mettono a rischio il diritto alla cura, ma anche alle possibili soluzioni che l’innovazione tecnologica rende disponibili. “Con la volontà di trovare nuove soluzioni per garantire la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.
Dalle criticità alle possibili soluzioni
Il digitale ci salverà? O meglio, salverà la salute come diritto universale, nonostante tutte le criticità che affollano lo scenario attuale, dall’invecchiamento della popolazione alla crisi vocazionale dei professionisti, dalla sostenibilità economica alle difficoltà legate alla territorializzazione delle cure?
Da queste muoverà la discussione nel corso della sessione, che vedrà intervenire – con l’introduzione di Roberto Valente, consigliere delegato di BolognaFiere, e Ivo A. Nardella, presidente del Gruppo Tecniche Nuove – Elena Menichini, presidente Ausili di Confindustria Dispositivi Medici, e Andrea Fortuna, consulente PwC, per delineare il punto di vista del mercato.
Di sfide poste alla sanità parleranno, a seguire, Massimo Fabi, Assessorato Politiche per la salute Regione Emilia-Romagna, Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe, Barbara Mangiacavalli, presidente Fnopi, e Piero Ferrante, presidente Fnofi.
Possibili risposte alle criticità discusse verranno dal mondo delle tecnologie e saranno proposte da Giuseppe Jurman, Fondazione Bruno Kessler, Antonio Vittorino Gaddi, presidente della Società Italiana Telemedicina, Alessandro Palombo, Centro Nazionale Intelligenza Artificiale e Tecnologie Innovative per la Salute, Giuseppe Andreoni, Politecnico di Milano TeDH, e Irene Aprile, Fondazione Don Gnocchi.



