L’evento “Sala operatoria: dalle buone pratiche all’eccellenza”, svoltosi a Palermo, è stato il momento culminante di un percorso di monitoraggio e implementazione della LR 7/7/2020, n. 12, che ha introdotto in Sicilia una normativa specifica per garantire la normotermia perioperatoria, pilastro della sicurezza del paziente e della prevenzione delle infezioni chirurgiche.
Il progetto è stato realizzato da Bistoncini Partners in collaborazione con l’associazione scientifica Hospital & Clinical Risk Managers (HCRM) con il contributo non condizionante di Solventum e con il patrocinio dell’Assemblea Regionale Siciliana (ARS). Negli ultimi 8 mesi vi hanno partecipato 15 ospedali siciliani (12 strutture pubbliche e 3 private), che hanno testimoniato l’aderenza al Protocollo operativo regionale, raggiungendo gli standard di sicurezza previsti.
Nel corso dei lavori si è sottolineata l’importanza di protocolli standardizzati e strumenti di monitoraggio quali gli audit periodici per offrire ai cittadini strutture di assistenza sanitaria con alta qualità di cura.
Prevenire il rischio infettivo
Per l’on. Giuseppe Laccoto, presidente della VI Commissione Salute dell’ARS, “l’impegno delle istituzioni deve restare costante al fianco del SSR per promuovere l’adozione di standard assistenziali e di sicurezza clinica elevati. Garantire al paziente la normotermia e con essa la prevenzione del rischio infettivo è una scelta strategica di governance sanitaria volta a migliorare gli esiti chirurgici e a ottimizzare l’efficienza del sistema, a vantaggio della collettività”.
L’evento ha permesso di analizzare lo stato d’implementazione della normativa a sei anni dalla sua entrata in vigore. L’on. Margherita La Rocca, vicepresidente della II Commissione Bilancio dell’ARS e prima firmataria della L.R. 12/2020, ha tracciato un bilancio.
“A sei anni dall’approvazione della legge sulla normotermia perioperatoria, i risultati sono incoraggianti, ma c’è ancora un’applicazione eterogenea della normativa sul territorio. L’obiettivo è l’applicazione uniforme dei protocolli in tutte le aziende siciliane, superando le disparità nel livello di sicurezza offerto ai pazienti, indipendentemente dalla struttura in cui sono operati”.
Pratiche organizzative efficaci e condivisione di esperienze
Nel confronto è emersa anche la necessità di adottare pratiche organizzative efficaci e virtuose che assicurino elevati livelli di qualità dell’assistenza, condividendo l’importanza di promuovere una cultura della sicurezza clinica che passa dall’aderenza ai protocolli regionali e agli standard in essi racchiusi.
Le aziende sanitarie partecipanti che hanno condotto e coordinato la progettualità, condividendo l’importanza di introdurre audit periodici e strutturati per garantire i più elevati standard di cura e sicurezza. Attraverso la condivisione delle esperienze maturate, sé è dato risalto agli strumenti di monitoraggio e gli indicatori necessari per rendere la gestione della temperatura un processo standardizzato, diffuso e monitorato in ogni sua fase.
Governance del rischio clinico
Alberto Firenze, direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo, ha sottolineato che “l’eccellenza in sanità non può prescindere da una rigorosa governance del rischio clinico e dalla capacità di promuovere processi standardizzati all’interno di tutte le sale operatorie della Regione. Questo progetto ha dimostrato che, attraverso il monitoraggio costante e l’introduzione di audit periodici strutturati, è possibile elevare la qualità delle cure.
La sfida che raccogliamo oggi come Direzioni Strategiche è quella di trasformare queste esperienze virtuose in un modello organizzativo sistemico e omogeneo per tutta la Sicilia, dove la cultura della sicurezza sia il motore di ogni azione assistenziale, garantendo efficienza operativa e la massima tutela per il paziente”.


