La sanità mobile: come sarà nel 2022?

La sanità mobile: come sarà nel 2022?
Sempre più spesso le strutture ospedaliere stanno introducendo software e applicazioni che consentono ai loro operatori di essere sempre connessi, tramite palmari, tablet e smartphone, con i principali sistemi informatici ospedalieri, con la cartella clinica elettronica del paziente, i blocchi operatori e così via.

Questa nuova mobilità è chiamata “clinical mobility” ed è una rivoluzione destinata ad amplificarsi nei prossimi cinque anni.
Questo almeno è quanto rivelato da uno studio condotto dalla Zebra Technologies Corporation, azienda che si occupa di palmari, scanner e stampanti di codici a barre.

“Future of Healthcare: 2022 Hospital Vision Study” è il titolo dello studio, che è basato su interviste fatte a 1500 persone, tra responsabili di IT ospedaliero, direttori di reparto e pazienti stessi, provenienti da Stati Uniti, Brasile, Cina, Regno Unito, Arabia Saudita, Kuwait, Qatar e Emirati Arabi Uniti.
A tutti è stato chiesto cosa ne pensano della clinical mobility e del suo impatto sulla qualità delle cure.
La maggior parte degli intervistati, operatori e non, ritengono che l’uso di tecnologie mobili al letto del paziente possa migliorare le prestazioni di cura, tanto da dichiararsi convinti che entro il 2022 tali sistemi saranno utilizzati dal 98% dei medici, il 97% degli infermieri, ma anche da farmacisti di reparto, tecnici di laboratorio, radiologi e barellieri.

Tra i principali vantaggi offerti dalle tecnologie mobili a medici e altri operatori sanitari vi sono la riduzione degli errori prevedibili, come la somministrazione di farmaci e l’etichettamento dei campioni, e la possibilità di passare più tempo con il paziente. Inoltre, secondo la maggior parte degli infermieri interpellati, queste tecnologie migliorano il flusso di comunicazione tra gli infermieri stessi e anche con i medici.
Gli esperti di IT ospedaliero inoltre vedono in questi strumenti l’occasione per introdurre sistemi di localizzazione in tempo reale capaci di individuare in strutture attrezzature, prodotti farmaceutici, medici e gli stessi pazienti.

Un’altra applicazione sarà quella di individuare i pazienti con sepsi, o altre possibili affezioni letali, e di mandare notifiche immediate e automatiche ai medici perché possano intervenire.
Insomma, le potenzialità della clinical mobility sono davvero molte e spingono la sanità verso un futuro più efficiente, coordinato e personalizzato.

Stefania Somaré

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