I parchi urbani possono diventare strumenti concreti di salute pubblica? Quali evidenze scientifiche servono per integrare stabilmente la natura nei modelli di prevenzione e nei percorsi di cura delle patologie cronico-degenerative? Queste le domande al centro della Prima Conferenza Nazionale sui Presidi Sanitari Naturali, promossa dall’Irccs MultiMedica e Parco Nord Milano e tenutasi allo Spazio Oxy.gen di Bresso (MI) con l’obiettivo di aprire un confronto tra comunità scientifica, istituzioni territoriali, mondo della sanità e studiosi di green policy.
Dagli esperti riuniti è emersa una proposta condivisa: implementare anche in Italia in modo strutturato la prescrivibilità dell’esercizio fisico nei parchi urbani e nelle oasi naturali, come già avviene in diversi Paesi nel mondo, dove la nature prescription è pratica consolidata e normata.
La giornata ha segnato una tappa importante della collaborazione che le due realtà hanno avviato, allo scopo di investigare e valorizzare il ruolo degli spazi verdi come infrastrutture di salute, individuando nel Parco Nord Milano un laboratorio a cielo aperto per la ricerca, il miglioramento della qualità di vita e lo sviluppo di modelli di prevenzione replicabili.
L’evento ha inoltre proclamato i vincitori del bando di ricerca interno, istituito da Irccs MultiMedica e Parco Nord Milano per studiare l’impatto delle attività svolte nella natura sulla riduzione del rischio cardiopolmonare e metabolico.
Ad aggiudicarsi il finanziamento di 25.000 euro sono stati Gaia Spinetti e Francesco Prattichizzo, con il progetto “Green environment for metabolic and vascular prevention – Green Move”, che indagherà per 12 mesi modalità e meccanismi con cui l’esposizione al verde urbano negli over 60 migliora il profilo dei mediatori di salute cardiometabolica, favorendo l’invecchiamento in salute. La ricerca valuterà in particolare gli effetti sui livelli di cortisolo e di micro e nanoplastiche nell’organismo.
Benefici dell’attività fisica svolta in natura
Numerosi studi di popolazione e metanalisi internazionali evidenziano il valore aggiunto dell’attività fisica svolta nella natura [1], anche rispetto allo stesso esercizio praticato in ambienti indoor. Frequentare con regolarità gli spazi verdi riduce del 40% lo stress psicofisico rispetto agli ambienti urbani, del 25% l’incidenza di depressione e ansia e del 28% il rischio di diabete tipo 2; 150 minuti a settimana di esercizio nella natura abbattono del 30% il rischio cardiovascolare mentre almeno 2,5 ore a settimana di camminata nel verde riducono del 35-45% il rischio di demenza.
I motivi sono molteplici: migliorano sensibilità insulinica, profilo glicemico e lipidico, diminuisce l’infiammazione cronica, la risposta immunitaria antitumorale risulta potenziata, così come la memoria e la neuroplasticità.
«Le più recenti evidenze scientifiche confermano che la natura costituisce un determinante fondamentale della salute, in grado di contribuire in modo significativo alla prevenzione primaria e secondaria delle malattie cardiovascolari, respiratorie e metaboliche, oltre che al benessere psicologico», ha spiegato Paola Muti, direttrice scientifica dell’Irccs MultiMedica.
«Da questa consapevolezza nasce la nostra collaborazione con Parco Nord Milano, per sviluppare un modello innovativo di Presidio Sanitario Naturale, in cui convergono ricerca e clinica, tutela dell’ambiente e promozione di sani stili di vita. Il progetto vincitore del bando ci consentirà di studiare e validare, con un approccio rigoroso, il ruolo degli spazi verdi urbani come componente attiva dei modelli di prevenzione e di supporto ai percorsi di cura.
Possiamo affermare di aver posto le basi per il coinvolgimento scientifico delle oasi naturali nella programmazione sanitaria del nostro Paese e per una maggiore consapevolezza del verde come principio attivo. Non basta raccomandare di andare al parco: una prescrizione strutturata rende la prevenzione più concreta».
Il verde come infrastruttura che contribuisce alla prevenzione e al benessere collettivo
«Un’indagine condotta su circa 17.000 cittadini in 15 Paesi ha rivelato un dato preoccupante: il nostro legame con la natura si sta atrofizzando» [2], ha dichiarato Rita White, psicologa ambientale e presidente dell’Accademia Italiana di Biofilia.
«Viviamo sempre meno a contatto con il verde e questo ci priva di importanti benefici: in media il 52% degli intervistati trascorre meno di un’ora a settimana nella natura, in Italia si arriva a 2 cittadini su 3.
Negli ultimi anni diversi programmi di green prescription sono stati introdotti in vari Paesi, come il Canada, con l’obiettivo d’integrare il contatto con la natura nei percorsi di prevenzione e benessere. Non sostituiscono farmaci o terapie, naturalmente, ma rappresentano uno strumento complementare per migliorare la salute fisica e mentale, oltre alla qualità della vita».
«Siamo da sempre consapevoli del fatto che il Parco non sia solo un luogo da frequentare, ma un’infrastruttura verde e sociale che contribuisce attivamente alla prevenzione e al benessere collettivo, favorendo un invecchiamento sano e riducendo l’incidenza delle malattie cronico-degenerative», ha affermato il presidente di Parco Nord Milano, Marzio Marzorati.
«Alla luce del confronto scientifico avuto in più occasioni con i ricercatori dell’Irccs MultiMedica e delle esperienze già vissute e comprovate in altri Paesi del mondo, confidiamo che anche in Italia le oasi naturali possano essere presto accreditate come Presidio Sanitario Naturale».
La Prima Conferenza Nazionale intende diventare un appuntamento annuale di riferimento per il dialogo tra medicina, ambiente, ricerca e amministrazioni pubbliche. Al termine dei lavori, Irccs MultiMedica e Parco Nord Milano hanno annunciato l’intenzione di proseguire il percorso verso la costruzione di una rete nazionale di Presidi Sanitari Naturali, con protocolli condivisi, attività di ricerca collaborative e modelli replicabili di prevenzione primaria e secondaria, nei quali la natura diventi parte integrante delle politiche per la salute.
Bibliografia
[1] Fonti: WHO 2022, Cochrane Reviews, Lancet Planetary Health[2] Fonte: YouGov 2019


