Indice di fragilità per gestire le complicanze post-chirurgiche nel tumore uterino

La letteratura scientifica ha da tempo individuato una correlazione tra obesità e tumore uterino.
Uno studio che ha coinvolto l’AOU Umberto I di Roma e l’Ospedale Universitario di Edimburgo ha cercato di individuare quali siano i migliori fattori predittivi di possibili complicanze post-operatorie nelle pazienti sottoposte a chirurgia per tumore all’endometrio (Giannini, A., Di Donato, V., Schiavi, M. C., May, J., Panici, P. B. and Congiu, M. A. (2019), Predictors of postoperative overall and severe complications after surgical treatment for endometrial cancer: The role of the fragility index. Int J Gynecol Obstet. Accepted Author Manuscript doi:10.1002/ijgo.13020).

I fattori presi in considerazione sono stati l’obesità, la presenza di comorbidità e l’indice di fragilità modificato a 11 parametri che permette di prevedere la fragilità ovviamente chirurgica di una paziente.

«Più nel dettaglio», sottolinea il dottor Andrea Giannini, ginecologo presso l’Umberto I di Roma e primo firmatario dello studio, «gli 11 parametri da prendere in considerazione sono: presenza di diabete mellito, un indice di stato funzionale pari o maggiore a 2, malattia ostruttiva polmonare cronica o polmonite, insufficienza cardiaca congestizia, infarto del miocardio pregresso, presenza di interventi coronarici percutanei, stent o angina, ipertensione curata da farmaci, patologie vascolari periferiche o dolore ischemico, disabilità sensoriali, attacco ischemico transiente o cerebrovascolare pregresso e lesioni cerebrovascolari con deficit.
Lo studio voleva capire se l’obesità, molto diffusa in Scozia, fosse non solo potenziale causa della patologia, ma anche delle complicanze post-operatorie».

100 le pazienti inserite nello studio, tutte operate a Edimburgo e seguite nel loro follow-up.
I risultati della ricerca hanno individuato una correlazione positiva tra un indice di fragilità maggiore di 3 con il verificarsi di complicanze gravi: l’indice di fragilità modificato viene quindi suggerito come strumento per individuare le pazienti più a rischio di complicanze per trattarle in modo adeguato nel preoperatorio.

«Ora vorremmo proseguire la nostra ricerca studiando le pazienti con un alto indice di fragilità per trovare i giusti accorgimenti da utilizzare nel preoperatorio per cercare di evitare complicanze in maniera preventiva.
Allo studio dovrebbe partecipare un team un team multidisciplinare, comprensivo di altre specialistiche oltre alla ginecologia».

Stefania Somaré

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