Il 32° congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità, svoltosi a fine maggio a Messina, ha rappresentato un momento fondamentale per discutere delle nuove frontiere nella cura dell’obesità, mettendo in luce l’importanza della robotica, dell’intelligenza artificiale e della collaborazione interdisciplinare. Questi elementi, integrati con linee guida rigorose e reti assistenziali efficienti, costituiscono la base per una gestione ottimale e sicura della chirurgia bariatrica in Italia.

Rispetto alla laparoscopia tradizionale, la robotica ha portato notevoli miglioramenti: permette al chirurgo di operare in 3D e, in alcuni casi, di avere una visione immersiva, consentendo interventi più precisi e personalizzati. Inoltre, offre stabilità assoluta, eliminando le instabilità manuali che possono influenzare negativamente gli strumenti laparoscopici.

L’IA è un altro strumento promettente. Attualmente utilizzata principalmente per la formazione, l’IA potrebbe presto aiutare i chirurghi a prevenire errori chirurgici grazie alla sua capacità predittiva. Essa può infatti riconoscere le variazioni anatomiche individuali, riducendo il rischio di percezioni errate durante l’intervento. Gli strumenti attuali di IA consentono già il miglioramento personale, la formazione continua e la creazione di reti professionali.

Linee guida, PDTA e reti assistenziali

Le linee guida SICOB, pubblicate con metodologia GRADE, rappresentano uno standard di cura per i pazienti obesi e sono aggiornate regolarmente per riflettere le migliori pratiche e assicurare un’elevata qualità delle cure. Essenziali per i professionisti, le linee guida estendono l’indicazione alla chirurgia bariatrica anche alla classe I di obesità con complicanze, agli adolescenti e agli anziani senza limiti di età, valutando ovviamente la loro fragilità.

Il PDTA è un altro strumento cruciale, poiché delinea il percorso che le aziende sanitarie devono seguire per garantire un trattamento adeguato ai pazienti obesi. Il PDTA assicura che ogni fase del trattamento sia ben coordinata, dal primo contatto con il sistema sanitario fino alla conclusione del percorso terapeutico.

Le reti clinico-assistenziali mettono in relazione professionisti, strutture e servizi sanitari, garantendo un utilizzo razionale delle risorse e un’erogazione di prestazioni di alta qualità. Attualmente, solo Veneto e Sicilia hanno implementato reti assistenziali riconosciute, con un sistema di accreditamento che permette solo ai centri approvati di effettuare interventi di chirurgia bariatrica. Questo modello potrebbe essere esteso ad altre Regioni per migliorare ulteriormente la qualità delle cure.

Gestione perioperatoria

Un altro tema importante discusso al congresso è stato il protocollo ERAS (Enhanced Recovery After Surgery), che promuove una rapida ripresa post-chirurgica. L’obiettivo è adattare il protocollo alle specificità del SSN, selezionando gli elementi più facilmente implementabili a livello locale. Questo approccio potrebbe portare alla creazione di un sistema di accreditamento gestito dalla SICOB, che copra sia la formazione sia le procedure di verifica.

Una nuova alleanza terapeutica

Il congresso ha sottolineato l’importanza di diffondere il concetto che l’obesità è una patologia cronica, non una colpa individuale. Per affrontarla efficacemente, è essenziale un approccio multidisciplinare che segua le linee guida della SICOB e si muova all’interno delle reti assistenziali. Questo approccio coordinato aumenta il numero di pazienti trattati e assicura elevati standard di sicurezza e qualità delle cure.

“Il nostro scopo deve essere assicurare la salute pubblica”, ha dichiarato il prof. Giuseppe Navarra, presidente SICOB. “Per questo occorre diffondere il concetto che l’obesità non è una colpa ma una patologia cronica.
La decisione sul percorso terapeutico deve essere presa da un team multidisciplinare, seguendo le linee guida della SICOB, i PDTA e le reti assistenziali. Tutto questo consente di aumentare il numero di pazienti trattati e di garantire un’elevata qualità e sicurezza delle cure”.

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