Strumentario chirurgico e motori ad alta velocità: sicurezza, costi e criticità

La gestione dello strumentario chirurgico è oggi una delle principali sfide per le direzioni sanitarie. In un contesto di risorse limitate e aumento della domanda di tecnologie avanzate, i costi di sale operatorie e dispositivi medici incidono sempre di più sui bilanci ospedalieri. Secondo Confindustria Dispositivi Medici, nel 2025 la spesa pubblica per dispositivi medici e servizi ha raggiunto 9,7 miliardi di euro, importo pari al 7,4% della spesa sanitaria pubblica.
Non pesano solo gli acquisti, ma anche manutenzione, sterilizzazione, logistica e riprocessamento degli strumenti chirurgici. 

Negli anni la sala operatoria è diventata un ambiente ad alta intensità tecnologica, con l’introduzione di device avanzati, sistemi diagnostici integrati e motori chirurgici ad alta velocità. Questo richiede standard elevati di efficienza: un malfunzionamento può infatti causare ritardi, aumento dei costi e rischi clinici.

Ne parliamo nella nuova monografia “Tra innovazione e sostenibilità: la sfida dello strumentario chirurgico e dei motori ad alta velocità”.

Strumentario chirurgico e rischio infettivo

La qualità dello strumentario è strettamente collegata alla sicurezza del paziente. Dispositivi non correttamente mantenuti o sterilizzati aumentano il rischio di infezioni del sito chirurgico e di complicanze postoperatorie.
Anche piccole tracce di materiale organico possono compromettere la sterilizzazione, soprattutto nei dispositivi più complessi. Per questo il reprocessing rappresenta un pilastro della sicurezza perioperatoria. Le principali criticità attualmente si identificano in:

  • difformità nell’applicazione delle linee guida; 
  • carenza di personale specializzato; 
  • controlli post-sterilizzazione insufficienti; 
  • riutilizzo improprio di dispositivi single use; 
  • scarsa tracciabilità di kit e strumenti. 

Tecnologie come RFIDQR code e software gestionali consentono oggi di migliorare il monitoraggio dello strumentario e ridurre gli errori logistici, ma la loro diffusione è ancora limitata.

BBraun monografia

Motori chirurgici ad alta velocità: dispositivi strategici

Tra le tecnologie più complesse rientrano i motori chirurgici ad alta velocità, utilizzati soprattutto in neurochirurgia e chirurgia maxillo-facciale.
Questi dispositivi consentono tagli e fresature ossee ad alta precisione grazie a manipoli ergonomici e sistemi avanzati di controllo.

Le principali criticità

Questi device sono caratterizzati da una certa complessità specie nelle operazioni di pulizia e sterilizzazione. Vanno anche incontro a rischio di surriscaldamento e richiedono un’attenta manutenzione preventiva, una gestione oculata dei componenti monouso e dell’approvvigionamento, oltre alla gestione degli stock.
Negli ultimi anni, inoltre, si sono diffusi componenti single use, come frese e punte monouso, che riducono il rischio infettivo ma aumentano i costi di approvvigionamento.

Verso una gestione più efficiente

Per migliorare sostenibilità e sicurezza, le strutture ospedaliere devono superare la logica del lowest price e adottare modelli di procurement orientati al valore.
La qualità dello strumentario, la manutenzione preventiva e la tracciabilità devono essere considerate investimenti strategici

La collaborazione tra cliniciingegneria clinica e uffici acquisti è oggi fondamentale per garantire sale operatorie più efficienti, sicure e sostenibili. Ma soprattutto è fondamentale potersi appoggiare a fornitori di device, quali i motori ad alta velocità, che integrino qualità tecnologica, componentistica progettata per ridurre i costi di processing manutenzione in un contesto di servizio a 360 gradi.
Anche di questo tema e delle possibili soluzioni, abbiamo voluto parlare nella monografia “Tra innovazione e sostenibilità: la sfida dello strumentario chirurgico e dei motori ad alta velocità”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here