Il rapporto Meridiano Sanità 2017

Il rapporto Meridiano Sanità 2017Sono stati presentati i dati del rapporto annuale di The European House – Ambrosetti “La sanità di oggi. La salute di domani”. Molti i temi sui quali si è concentrata la XII edizione di questo rapporto, il cui intento è definire le coordinate della sanità.
Alcuni di questi temi sono argomenti caldi, come la gestione della cronicità e l’antimicrobico resistenza e i modi in cui le Regioni ne affrontano le sfide. Altri sono invece più strettamente legati all’attualità, come lo stato dell’arte della prevenzione vaccinale a livello regionale. Altri ancora puntano a valutare il sistema sanitario italiano confrontandolo con quelli europei, passando attraverso lo studio della loro evoluzione.
Il rapporto non dimentica però di parlare anche di ricerca e delle sue prospettive, sia in ambito clinico sia in ambito farmaceutico, con un occhio di riguardo allo scenario oncologico. Infine, come già gli altri anni, vi è la definizione dell’agenda della salute per l’Italia.
Vediamo alcuni dei punti evidenziati nel corso della presentazione. Quella tratteggiata da Meridiano Sanità è un’Italia sempre più vecchia, con un’aspettativa di vita arrivata a 82,8 anni nel 2016. Un primato che fa dell’Italia il secondo Paese con una maggiore percentuale di anziani al mondo, secondo solo al Giappone, con il 22% di over 65.

Non solo. Se si considera la sola Europa, l’Italia è il secondo Paese con meno abitanti sotto i 15 anni, pari al 13,7% della popolazione. Il primo posto spetta alla Germania, con il 13,2%.
Inoltre, sempre considerando l’età, a essere aumentata non è solo l’aspettativa di vita, ma anche gli anni che gli anziani vivono in cattiva salute, saliti a 20,4 anni, con un aumento di 4,2 in 10 anni. Un periodo di vita considerevole, che porta fatica all’anziano, dolore alla sua famiglia, costi sanitari e sociali.
È quindi importante lavorare per favorire un invecchiamento sano della popolazione.
Il rapporto ha poi fotografato quali sono le principali cause di malattia nel nostro periodo, individuando in quelle non trasmissibili la massa principale: determinano infatti l’89% della perdita di anni di vita per morte o disabilità.
Si tratta, inoltre, di patologie che comportano grossi costi sociali. Sono i tumori, le malattie cardiovascolari, le malattie dell’apparato muscoloscheletrico, i disturbi neurologici, i disordini mentali e le malattie endocrine, metaboliche e nutrizionali.
Diversi i pesi economici, che si calcolano sia come costi diretti e indiretti.
Quelli riportati di seguito, così come le percentuali di incidenza, sono riferibili all’anno 2016. È l’Alzheimer la patologia più costosa da sostenere, con 30,8 milioni di euro, mentre la spesa per i problemi cardiovascolari è stata di 21 milioni di euro, quella per i tumori di 18,9 milioni e quella per il diabete di 14,2 milioni.
E mentre le patologie croniche diventano le più diffuse, nascono nuove minacce trasmissibili, determinate in gran parte dall’antibiotico resistenza: batteri come Staphylococcus aureus, Klebsiella pneumoniae ed Escheriachia coli sono sempre più frequenti nelle corsie di ospedale. Almeno in Italia. Secondo il Rapporto Meridiano Sanità 2017, infatti, il nostro Paese presenta percentuali molto più elevate di ceppi antibiotico resistenti rispetto alla media europea.
Per fare un esempio, il 30,1% di Staphylococcus aureus è resistente in Italia, mentre la percentuale scende a 13,1% in Europa. Lo stesso vale per Klebsiella pneumoniae (34,1% italiano vs 16,8 europeo) e per Escheriachia coli (22,5% italiano vs 8,1% europeo).
A queste malattie trasmissibili si aggiungerebbero anche quelle coinvolte nel decreto per l’obbligo vaccinale. Anche in questo caso i costi sanitari sono molto elevati, pari a circa 319 milioni di euro l’anno per i costi diretti, cui va aggiunto un 40% di spese indirette. 1,5 miliardi di euro, più un 30-60% di costi indiretti, derivano invece dalla diffusione delle malattie infettive esantematiche, come il morbillo. L’influenza pesa invece sulle casse dello Stato per circa 4 miliardi di euro totali.

Come affrontare la situazione ed essere pronti per il domani? Secondo Meridiano Sanità, prima di tutto è essenziale tornare a finanziare in modo adeguato la sanità, cosa che invece è sempre meno vera in un Paese come il nostro dove la percentuale di PIL destinata alla sanità cala; è poi importante aumentare i livelli di immunizzazione nella popolazione e lavorare sulla prevenzione. Infine bisogna sostenere la ricerca e l’innovazione.
L’Italia, invece, mostra ritardi sia nell’accesso ai nuovi farmaci sia nell’introduzione dell’innovazione in sanità, in particolare alla sanità digitale.
Molti i suggerimenti concreti forniti dal Rapporto per riuscire a implementare la sanità nostrana. Ora si tratta di metterli in pratica.

Stefania Somaré

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