Costruire una strategia nazionale per la gestione dei dati sanitari, capace di migliorare le decisioni cliniche, la programmazione e la sostenibilità del sistema. È l’obiettivo della Data Strategy presentata dalla Società Italiana di Leadership e Management in Medicina a Roma nel corso di un evento presso il Policlinico Umberto I.
Il documento di consenso, sviluppato con il contributo di oltre dieci società scientifiche, propone una visione condivisa per la governance e la valorizzazione dei dati sanitari, ponendo le basi per un approccio più integrato e strategico alla gestione delle informazioni nel SSN.
L’impegno condiviso è favorire lo sviluppo di una Data Strategy nazionale che valorizzi i dati sanitari in modo sicuro, interoperabile e orientato al miglioramento degli esiti di salute.
“Si governa ciò che si misura. La data strategy Simm è l’idea di costruire un decalogo che aiuti il Paese a tenere presente dei punti fondamentali per costruire la sanità di domani. Penso all’interoperabilità, alla sicurezza, alla fiducia da costruire verso i cittadini che vedono muoversi i loro dati e penso all’efficienza complessiva del sistema”, così Mattia Altini, presidente SIMM, sintetizza gli obiettivi dell’iniziativa.
Strategia condivisa per i dati sanitari
La presentazione del documento è stata promossa insieme a Federsanità Anci e alla Società Italiana di Health Technology Assessment e l’obiettivo è avviare un percorso strutturato verso una strategia nazionale dei dati in sanità. Hanno preso parte all’incontro anche rappresentanti istituzionali, esperti di governance sanitaria, clinici e stakeholder del settore per discutere il ruolo dei dati come leva strategica per l’innovazione del SSN.
Convergenza sull’importanza di rafforzare l’infrastruttura informativa del sistema sanitario e diffondere una cultura della gestione del dato orientata alla qualità delle cure e alla sostenibilità.
“Avere il governo delle banche dati, governare le informazioni prospetticamente fare scelte appoggiate alle indicazioni che arrivano da un’analisi predittiva dei dati è strumento fondamentale per chi gestisce e per chi fa programmazione”, afferma Fabrizio d’Alba, presidente Federsanità Anci.
“Una gestione del dato che aiuti la governance che aiuti il processo di cura che aiuti i cittadini” è l’obiettivo indicato da Giandomenico Nollo, presidente Sihta.
“Il dato, l’informazione è l’oro in molti processi del vivere umano. Lo è anche in sanità, perché dal dato, dall’informazione che si estrae dalla pratica quotidiana possiamo imparare, programmare e realizzare”.
Il decalogo della Data Strategy
Alberto Deales e Nicola Gentili hanno illustrato il percorso che ha portato a definire la proposta di Data Strategy e le principali raccomandazioni per una governance dei dati efficace, interoperabile e orientata al valore.
“Abbiamo concretizzato un accordo su dieci raccomandazioni per sviluppare, guardando al futuro, una data strategy nel SSN. È un passaggio intermedio. Vogliamo continuare questo lavoro, valutando a che punto siamo rispetto agli standard definiti nel decalogo e attivare progetti di miglioramento che siano coerenti con le indicazioni date dai partner che hanno partecipato all’elaborazione del documento”, ha fatto sapere Alberto Deales, responsabile rapporti istituzionali SIMM e coordinatore del progetto.
Fiducia dei cittadini e trasformazione digitale
Priorità riconosciute dai partecipanti all’incontro sono l’implementazione della strategia e le implicazioni per l’evoluzione del sistema sanitario. Altrettanto prioritario il tema della fiducia dei cittadini nella gestione dei dati sanitari.
“Siamo a un cambio di passo per la fiducia, perché per consentire l’uso del dato e riuso del dato è necessario che la persona si fidi dei sistemi che sono messi a disposizione. Trasferire dal consenso alla fiducia significa anche dare slancio all’evoluzione e alla trasformazione digitale”, sintetizza così Fidelia Cascini, professore associato di Igiene Generale e specialista in Medicina Legale, Statistica e Programmazione Sanitaria.



