Contratto sanità 2025-2027: aumenti, carriere e nuove tutele

È stata sottoscritta all’Aran l’ipotesi di rinnovo del contratto collettivo nazionale dell’Area Sanità 2025-2027, che coinvolge circa 138 mila dirigenti medici, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie.

«Si tratta di un passo avanti importante per favorire l’attrattività delle professioni dei dirigenti medici, veterinari e sanitari, riconosciuti finalmente come figure centrali del Ssn.

Ecco perché la nostra firma su questo contratto arriva a coronamento di una battaglia che parte innanzitutto, sul fronte normativo, dal potenziamento della progressione delle carriere: sono stati infatti inseriti anche gli incrementi stipendiali al terzo e al decimo anno di anzianità, confermando quelli a cinque, 15 e 20 anni», afferma Giulio Argalia, coordinatore nazionale Fassid (Federazione Aipac-Aupi-Simet-Sinafo-Snr) e segretario nazionale Snr.

Argalia sottolinea anche lo «storico allineamento dei rinnovi con i periodi di riferimento» e aumenti che, considerando tutte le voci e gli ultimi tre contratti firmati dal 2024 al 2026, raggiungono circa 560 euro, pari a circa il 20% delle retribuzioni.

Carriere, orari e tutele economiche

Il nuovo testo rende più chiara la disciplina dell’orario di lavoro e il calcolo delle ore oltre soglia, da recuperare con riposi compensativi. Conferma, inoltre, la flat tax al 15% sulle prestazioni aggiuntive.

«Passi avanti sono stati fatti sullo spinoso tema della clinicizzazione, fenomeno che si verifica quando, a seguito di un atto aziendale, una direzione di struttura passa da una figura ospedaliera a una universitaria. È stata integrata una norma di salvaguardia per cui all’ospedaliero andrebbe assegnato l’incarico corrispondente o equipollente. Ma continueremo a vigilare, anche a livello periferico, affinché la direzione ospedaliera non venga né demansionata né penalizzata economicamente», aggiunge Argalia.

Gli incrementi sono stati inseriti nel tabellare e nelle parti fisse della retribuzione degli incarichi; cresce anche l’indennità di specificità medico-veterinaria e, in particolare, quella sanitaria. Il contratto disciplina inoltre lo smart working, pone limiti a una telemedicina non governata e rafforza le garanzie sui residui dei fondi destinati agli incarichi, mentre resta aperta la revisione della libera professione.

Più equilibrio e confronto sull’IA

Per Tiziana Cignarelli, segretario generale della Confederazione Dirigenza Pubblica Codirp, «è stata una trattativa plurale in cui si è potuto dare il dovuto spazio a tutte le competenze professionali disciplinate da questo Ccnl, trovando sintesi di bilanciamento degli interessi e, almeno in parte, un recupero delle sperequazioni retributive.

Le condizioni di lavoro del sistema sanitario rimangono una criticità a cui il contratto ha cercato di rimediare, considerata la giungla di rapporti di lavoro (a convenzione, a rapporto libero professionale, di collaborazione ecc.) ormai molto frammentati e diversificati tra professionisti impegnati nel Ssn».

Cignarelli evidenzia, inoltre, l’inserimento dell’IA tra le materie di confronto sindacale e, in parte, di contrattazione, ma segnala i rischi per la partecipazione territoriale legati alla disciplina restrittiva delle riunioni sindacali a distanza.

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