Carenza di medici specialisti, come viene affrontata in Germania?

Uno studio tedesco ha analizzato come gli ospedali gestiscono la carenza di personale e come si attrezzano per risolverla. Diversamente dall’Italia, il numero di posti letto e di medici impiegati negli ospedali è cresciuto costantemente negli anni, anche grazie a un significativo assorbimento di medici stranieri.

Tuttavia, il numero di studenti che si iscrivono alla Facoltà di Medicina è rimasta stabile, mentre la richiesta di servizi è aumentata. A ciò si aggiunga che in Germania le richieste di part time sono spesso accettate, per dare modo a donne e uomini di espletare le proprie responsabilità famigliari e questo è elogiabile dal punto di vista sociale ma determina difficoltà nel planning. Tutto ciò porta a una costante richiesta di nuovi medici.

Gli autori hanno quindi condotto interviste semi strutturate con addetti e direttori delle risorse umane ospedaliere e direttori esecutivi di ospedali della Germania nordoccidentale, includendo nel lavoro ospedali differenti per natura giuridica, privati, no profit e pubblici, dimensione e localizzazione geografica, ovvero urbani e rurali.
Ogni intervista è durata dai 35 ai 60 minuti.

Le domande sono state strutturate dopo qualche incontro informale con ogni realtà per conscerne le caratteristiche principali. Una volta analizzate, le risposte confermano che quasi tutti gli ospedali vivono una situazione di carenza di medici, in particolare specialisti in neurologia, ginecologia e anestesia.
Solo in alcune realtà questo disagio viene vissuto come un ostacolo alla cura dei pazienti. Questa situazione porta, nella maggioranza dei casi, a un maggiore carico di ore sugli specialisti presenti, soprattutto negli ospedali piccoli.

Questi si sentono anche meno attrattivi, rispetto agli ospedali più grandi, perché possono dedicare solo poche ore alla formazione residenziale, oppure solo in alcune specialità, con ridotte possibilità di carriera per i nuovi specialisti. Ciò porta i giovani a rivolgersi ai grandi ospedali cittadini. La competizione per attrarre i nuovi medici, ma anche quelli più esperti, è altissima.

Un altro problema evidenziato dalle interviste è che i medici, oggi, sono meno disposti a dedicare tutta la loro vita al lavoro, ma vogliono un maggiore equilibrio lavoro/famiglia… un’esigenza che viene supportata da leggi governative.

Per rispondere a questa situazione, alcuni ospedali hanno dovuto ridurre i posti letto di un reparto e/o cancellare interventi chirurgici programmabili, arrivando fino alla decisione di un ospedale rurale di chiudere un Reparto di Ginecologia. Ma non solo. Cambiano le strategie di reclutamento, con sempre maggior utilizzo dei social media per pubblicare proposte lavorative rivolte a tutta la Nazione e non solo al territorio, e l’intervento di agenzie di reclutamento che lavorano anche sulla ricerca di medici stranieri.

Gli ospedali offrono poi corsi di lingua per integrare questi soggetti. Infine, alcuni ospedali di grandi dimensioni prevedono un buono economico per gli specialisti che portano in azienda amici e conoscenti medici per lavorare.
Infine, per essere più attrattive, alcune strutture promuovono contratti part time su richiesta, ma anche ritagliati sulle esigenze di vita del medico… un approccio che segue il trend del momento e che viene utilizzato anche per la programmazione delle ore.

Insomma, lungi dal voler essere risolutivo, questo studio offre alcune possibili soluzioni per affrontare la carenza di personale specialistico in Germania basandosi su quanto viene già fatto da alcune realtà.

(Lo studio: Schnack H, Uthoff SAK, Ansmann L. The perceived impact of physician shortages on human resource strategies in German hospitals – a resource dependency perspective. J Health Organ Manag. 2022 Aug 31;36(9):196-211. doi: 10.1108/JHOM-05-2021-0203. PMID: 36098505)

Stefania Somaré