Confindustria Dispositivi Medici ha presentato un documento sul Green Public Procurement per orientare la spesa pubblica verso criteri ESG chiari, graduali e verificabili, senza compromettere qualità, sicurezza ed efficacia delle cure.
Rendere gli acquisti in sanità sempre più sostenibili, misurabili e coerenti con le specificità dei dispositivi medici. È l’obiettivo delle 10 raccomandazioni per acquisti sostenibili presentate da Confindustria Dispositivi Medici, primo documento organico del comparto dedicato al Green Public Procurement (GPP).
Il documento nasce in un contesto in cui la sanità è responsabile di circa il 5% delle emissioni globali e punta a orientare la spesa pubblica verso soluzioni capaci di generare valore ambientale, sociale ed economico nel tempo. Le raccomandazioni chiedono criteri ESG chiari, proporzionati e verificabili, costruiti su evidenze scientifiche e introdotti con gradualità, per evitare frammentazioni territoriali e oneri documentali non necessari per le imprese, in particolare per le PMI.
Le proposte sono state presentate durante l’evento “Verso la transizione sostenibile della Sanità. Green public procurement, tecnologie e competenze al centro di una strategia condivisa”, ospitato nella sede Deloitte di Milano, con la partecipazione di centrali di committenza, aziende sanitarie e imprese.
“La sostenibilità è una componente qualificante del procurement sanitario, ma per produrre valore deve essere tradotta in criteri chiari, verificabili e proporzionati. Le nostre 10 raccomandazioni propongono un percorso concreto, che parte dal dialogo con il mercato e dalle evidenze, riconosce le specificità dei dispositivi medici e investe sulle competenze necessarie a costruire gare sostenibili. L’obiettivo è evitare che la sostenibilità si trasformi in burocrazia e farne invece una leva di sviluppo, qualità e innovazione, in dialogo con le istituzioni e con tutti gli attori del procurement. Vogliamo favorire un’evoluzione del procurement che valorizzi chi investe in sostenibilità, senza penalizzare, in questa fase, chi ancora sta costruendo la propria maturità ESG per non creare distorsioni del mercato”, ha dichiarato Guido Beccagutti, direttore generale di Confindustria Dispositivi Medici.
Al centro del documento c’è un metodo: ascolto strutturato del mercato, criteri fondati su standard tecnici riconosciuti, programmazione strategica degli acquisti, monitoraggio nel tempo e formazione continua. L’obiettivo è costruire un linguaggio comune tra pubblico e privato, rafforzando le competenze di chi governa e scrive le gare e promuovendo metriche condivise a livello nazionale.
Le 10 raccomandazioni richiamano, tra gli altri punti, il dialogo continuo con il mercato, il principio di equivalenza tra certificazioni comparabili, criteri ESG chiari e verificabili, una programmazione basata sui fabbisogni reali, l’uso della LCA come strumento di miglioramento interno e non come criterio comparativo di gara, oltre alla necessità di linee guida nazionali e formazione continua.
Particolare attenzione è dedicata alla specificità del comparto dei dispositivi medici, che secondo lo studio “Decarbonising Healthcare: how a competitive MedTech industry can contribute” di MedTech Europe incidono per il 15–25% delle emissioni complessive dei sistemi sanitari. Con oltre 2 milioni di tecnologie presenti sul mercato europeo, la sostenibilità non può essere affrontata con requisiti uniformi, ma richiede un approccio differenziato, basato sull’evidenza e sulla valorizzazione degli investimenti già avviati dalle imprese.
Ecco le 10 raccomandazioni
- Promuovere il dialogo continuo — ascolto strutturato del mercato prima di introdurre criteri ESG.
- Riconoscere il principio di equivalenza — tra certificazioni e rating diversi ma basati su requisiti comparabili.
- Definire criteri ESG chiari e verificabili — fondati su evidenze scientifiche e standard tecnici riconosciuti.
- Rafforzare la programmazione strategica — partire dai fabbisogni reali, in logica value-based.
- Riconoscere le specificità dell’economia circolare — reprocessing e refurbishment secondo MDR e IVDR, non un generico «riuso».
- Usare la LCA come strumento di miglioramento — interno alle aziende, non come criterio comparativo di gara.
- Introdurre i criteri con gradualità — proporzionati alla maturità del mercato e al quadro normativo.
- Monitorare e aggiornare i criteri nel tempo — secondo un approccio value-based orientato agli esiti.
- Sostenere linee guida nazionali — per un procurement sostenibile omogeneo su tutto il territorio.
- Investire nella formazione continua — competenze ESG per chi governa e scrive gli acquisti.


