L’antibiotico-resistenza è un problema pressante, anche in ambito pediatrico.
La sfida impone una strategia complessa, su più livelli, dalla riduzione dell’uso di antibiotici ad ampio spettro alla rapida individuazione degli antibiotici specifici utili in ogni singolo caso, secondo la filosofia dell’antimicrobial stewardship, fino allo sviluppo di nuovi farmaci.

Purtroppo, negli ultimi anni è stato identificato e messo in commercio un numero sempre più piccolo di nuovi antibiotici, perché questi non sono un prodotto remunerativo per le case farmaceutiche: richiedono infatti anni di studio prima di essere messi in commercio e poi vengono usati per pochi giorni e solo quando strettamente necessario.
In questo contesto, l’intelligenza artificiale potrebbe essere uno strumento utile per rafforzare l’antimicrobial stewardship.

Una revisione narrativa italiana, condotta presso l’Università di Parma, ha evidenziato che l’intelligenza artificiale potrebbe effettivamente contribuire a ridurre i tempi necessari per lo sviluppo di nuovi antibiotici, di fatto rendendo il processo più sostenibile per l’industria farmaceutica, ma anche a migliorare la diagnosi e l’appropriatezza terapeutica (Fanelli U., Pappalardo M., Chinè V., Gismondi P., Neglia C., Argentiero A., Calderaro A., Prati A., Esposito S. Role of Artificial Intelligence in Fighting Antimicrobial Resistance in Pediatrics. Antibiotics (Basel). 2020 Nov 1;9(11):E767. doi: 10.3390/antibiotics9110767. PMID: 33139605).

Secondo la review, inoltre, in ambito pediatrico l’intelligenza artificiale potrebbe essere utile per il controllo delle infezioni e per sostenere la copertura vaccinale a livello locale, nazionale e internazionale.
Si ricorda che in ambito pediatrico la gestione degli antibiotici è ancora più complessa, perché richiede un accurato calcolo delle dosi.

Stefania Somaré

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