Antibiotico-resistenza, la risposta di AIFA

L’Italia è tra i Paesi europei con il maggior numero di casi di infezioni correlate all’assistenza.

Dati relativi al 2020 riportati da Epicentro e prodotti dalla Sorveglianza Nazionale AR-ISS confermano che le percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici sono ancora oggi elevate, anche se con qualche riduzione rispetto agli anni precedenti, in particolare per otto specie sotto sorveglianza: Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium, Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter species.

Sempre lo stesso documento attesta anche numeri elevati di batteriemie da enterobatteri resistenti ai carbapenemi, soprattutto in pazienti ospedalizzati, con un tasso standardizzato rispetto all’etĂ  di 3.3 ogni 100.000 pazienti.

Per affrontare e risolvere il problema serve la collaborazione di tutti, dal mondo della ricerca alle organizzazioni sanitarie, che devono mettere in atto delle strategie di ottimizzazione dell’uso degli antibiotici.

Da parte sua l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha attivato un tavolo di lavoro, chiamato AIFA-OPERA (Ottimizzazione della PrEscRizione Antibiotica) con l’obiettivo dichiarato di «supportare l’Agenzia per favorire gli usi ottimali e specifici degli antibiotici per preservarne l’efficacia e ridurre l’insorgenza di resistenze. Tale ottimizzazione degli usi appare quanto mai urgente proprio nel corso della pandemia da SARS-CoV-2».

Nicola Magrini, direttore generale AIFA

Conferma il direttore generale AIFA, Nicola Magrini: «il problema della resistenza agli antibiotici è una delle sfide principali a livello globale sia per la sanità umana e veterinaria che per l’ecosistema in generale. Per combatterla occorre una strategia condivisa a tutti i livelli che, secondo un approccio One Health, promuova l’uso ottimale e parsimonioso degli antibiotici. AIFA è pronta a dare il suo contributo e ha costituito un gruppo di lavoro specifico con l’obiettivo di promuovere sia azioni immediate sia azioni di lungo periodo».

Le varie attività in programma si dividono infatti tra “a breve” e “a lungo termine”: le prime vedono realizzare gli obiettivi in 6-12 mesi, mentre le secondo in 3-5 anni.

A breve termine si intendono sviluppare raccomandazioni per l’uso di antibiotici basate sulle migliori evidenze scientifiche di terapia, sia per le strutture ospedaliere che per i medici di medicina regionale e i pediatri di libera scelta… è infatti noto che l’uso di antibiotici in ospedale è molto calato negli ultimi anni, mentre è spesso ancora eccessivo e non pertinente in contesto territoriale.

PiĂą a lungo termine, invece, il tavolo si concentrerĂ  sull’avvio di campagne di sensibilizzazione per operatori e cittadini e sull’organizzazione di un network di centri di eccellenza per supportare le attivitĂ  di AIFA-OPERA nella formazione e nella ricerca. Al tavolo partecipano i maggiori esperti italiani di antibiotici e resistenze, coordinati dalla professoressa Evelina Tacconelli dell’UniversitĂ  di Verona.

Stefania Somaré