Il presidente dell’Associazione Italiana di Fisica Medica e Sanitaria (AIFM), Fabrizio Banci Buonamici, è intervenuto in merito all’assenza del decreto attuativo sulle borse di studio per gli specializzandi di area sanitaria non medica.
Banci Buonamici ha lanciato un vero e proprio allarme sottolineando come la situazione che sta bloccando, di fatto, l’avvio delle scuole di specializzazione rischi di creare un grande vuoto nella formazione dei fisici medici intaccando la qualità dei servizi forniti dal Servizio sanitario nazionale.
«La Legge di Bilancio 2025 ha finalmente riconosciuto un trattamento economico agli specializzandi di area sanitaria non medica, ma senza il decreto attuativo le scuole non possono partire» spiega Banci Buonamici. «Questo significa perdere un anno di formazione e aggravare una carenza di fisici medici che è già oggi una realtà in molte strutture ospedaliere. È una situazione che non possiamo permetterci».
Il ritardo nel concreto
Il fisico medico è responsabile del controllo della corretta erogazione delle radiazioni di tutte le apparecchiature radiologiche per diagnosi e terapia, nonché del loro corretto funzionamento; la sua competenza si estende a radioterapia, diagnostica per immagini e medicina nucleare, compresa la sempre più diffusa terapia personalizzata con farmaci radiomarcati.
La sua mancanza non è un problema teorico: può tradursi in ritardi nelle prestazioni, difficoltà a garantire la continuità dei servizi e aumento dei rischi per pazienti e operatori, fino al possibile rallentamento o alla sospensione di attività essenziali come la radioterapia, che interessa circa il 70% dei pazienti oncologici nel corso della malattia.
Dopo la laurea magistrale in Fisica, l’accesso alla Scuola di Specializzazione in Fisica Medica prevede tre anni di formazione avanzata in ambito clinico. Interrompere o rinviare questo percorso significa ridurre ulteriormente il numero di professionisti disponibili nei prossimi anni.
Alla paralisi normativa si aggiunge una criticità economica. Le borse ministeriali previste ammontano a circa 5 mila euro lordi annui, poco più di 300 euro al mese, una cifra che non consente di sostenere i costi di iscrizione alla scuola di specializzazione né di vita. Inoltre, l’assenza del decreto e i chiarimenti ministeriali che impediscono l’erogazione di borse di importo superiore hanno spinto alcune università a bloccare i pagamenti di borse già stanziate, di importo superiore alla soglia ministeriale, per evitare possibili rilievi da parte della Corte dei Conti. Il risultato è che alcuni specializzandi, pur avendo già iniziato il percorso con la garanzia di una borsa di studio, oggi si trovano senza alcun sostegno economico.
In questo contesto si collocano le priorità strategiche che Banci Buonamici intende perseguire nel corso del proprio mandato. Il neopresidente punta a rafforzare la difesa della figura professionale dello specialista in fisica medica.


