Cancro ai polmoni: l’utilità della SHP

Da qualche anno gli istopatologi hanno dalla loro parte un’arma in più, l’istopatologia spettrale che lavora spesso nell’ambito degli infrarossi mostrando immagini dei tessuti che consentono di riconoscere, per esempio, cellule cancerogene e metastatiche.

Ovviamente, essendo una tecnologia recente, è ancora sottoposta al vaglio dei ricercatori per comprenderne al meglio i vantaggi e capire quando può essere più utile.

Un articolo pubblicato sul Journal of Biophotonics (Diem, M., Ergin, A. and Mu, X. (2019), Spectral Histopathology (SHP) of the Lung: A review of two large studies. J. Biophotonics. Accepted Author Manuscript) ha presentato questo tipo di approccio istologico come molto utile nel distinguere tra tessuto sano e canceroso nei polmoni, per distinguere tra lesione benigna e maligna e per classificare il tipo di tumore ai polmoni eventualmente presente: è possibile discernere tra cancro a piccole cellule e cancro a non piccole cellule.

Ancora di più, in quest’ultimo gruppo consente di riconoscere un adenocarcinoma da un carcinoma a cellule squamose, con un’accuratezza comparabile all’associazione tra normale istologia e immunoistochimica.

Lo studio è stato condotto su un campione di più di 700 campioni. Un altro vantaggio dato dalle tecniche è che consente di osservare l’eventuale infiltrazione di cellule linfatiche nei tessuti.

Stefania Somaré

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