Il reparto di Cardiochirurgia del Città di Lecce Hospital introduce un nuovo protocollo di empowerment del paziente che punta a trasformare il tempo della lista d’attesa in un momento di valore, nel quale il paziente può prepararsi al meglio all’intervento grazie a un team di specialisti che puntano a ottenere migliori risultati postoperatori.
Pubblicato sul Journal of Cardiothoracic Surgery, il programma di preabilitazione rappresenta un passo avanti per i pazienti nella gestione del tempo d’attesa che precede un intervento di cardiochirurgia.
«Vogliamo cambiare il paradigma della lista d’attesa: non più un tempo perso, ma un tempo di cura», afferma Giuseppe Santarpino, co-responsabile di Cardiochirurgia di Città di Lecce Hospital.
«Il nostro obiettivo principale è proporre un cambiamento di paradigma. Vogliamo trasformare il tempo della lista d’attesa, che oggi è percepito come un tempo perso e vissuto negativamente, in un vero e proprio percorso di preparazione all’intervento che vede il coinvolgimento attivo del paziente, durante il quale il paziente acquisisce strumenti, competenze e maggiore consapevolezza della propria salute. Grazie a questo percorso di empowerment psicologico, fisico, respiratorio e nutrizionale, arriviamo all’intervento con un paziente più forte e più resiliente».
Un percorso multidisciplinare
Si tratta di un percorso multidisciplinare messo a punto da diverse figure professionali quali cardiochirurghi, psicologi, nutrizionisti, fisioterapisti e personale dedicato, che mirano a preparare il paziente all’intervento tramite esercizio fisico, allenamento respiratorio, supporto psicologico, accorgimenti nutrizionali e monitoraggio mediante strumenti di telemedicina.
Per limitare le trasfusioni, vengono inoltre corretti anche i valori sanguigni come il ferro e l’anemia.
L’obiettivo dei medici riguarda, infatti, la diminuzione delle complicanze postoperatorie come la durata della ventilazione meccanica, la degenza in terapia intensiva e le infezioni postoperatorie, oltre al miglioramento del recupero funzionale e della qualità di vita del paziente.
«Anche quando il paziente è a casa continua a sentirsi seguito. Se durante questo periodo emergono problemi di ritmo cardiaco, pressione o altre criticità, possiamo monitorarli a distanza e intervenire tempestivamente».
Il programma coinvolge, infatti, l’utilizzo della telemedicina: attraverso dispositivi di monitoraggio domiciliare, i medici possono seguire il paziente e controllare l’aderenza al programma, i parametri clinici come pressione arteriosa e frequenza cardiaca, e l’attività fisica svolta.
La componente emotiva, psicologica ed economica
I risultati del programma coinvolgono anche la sfera psicologica ed emotiva dei pazienti. «Sappiamo che molti pazienti in lista d’attesa hanno la sensazione di essere stati dimenticati dal sistema. Nel nostro percorso questo non è accaduto: sentendosi accompagnati e costantemente seguiti, durante i sei mesi di sperimentazione, nessun paziente inserito nel programma ha rinunciato all’intervento o ha deciso di rivolgersi ad altre strutture».
I primi risultati dell’iniziativa hanno mostrato contemporaneamente una notevole riduzione dei livelli di ansia e stress legati al momento del ricovero, elemento fondamentale per un miglior risultato chirurgico e postoperatorio.
Lo studio comprende anche una valutazione economica dell’intero percorso.
«L’analisi ha dimostrato che i costi che questo protocollo comporta sono pienamente compensati dal miglioramento degli esiti clinici. In sostanza non si spende di più: il sistema sanitario sostiene costi complessivamente sovrapponibili, ma ottiene pazienti che stanno meglio, con meno complicanze e un recupero più rapido», conclude Santarpino.
Il protocollo nato al Città di Lecce Hospital si pone, dunque, come pioniere di un nuovo modello di assistenza peri operatoria che mette al centro il paziente, che può, così, vivere il tempo d’attesa come un momento di cura finalizzato a un miglioramento dell’esito operatorio e della qualità della vita.




