Le cisti pancreatiche si differenziano in due tipologie principali, quelle che producono mucina e quelle che non lo fanno: le prime potrebbero svilupparsi in un tumore pancreatico, mentre le seconde hanno un grado di malignità scarso se non nullo.
Queste lesioni spesso sono asintomatiche e vengono individuate casualmente in immagini radiografiche fatte per altre ragioni: ciò accade in un 13% dei pazienti.

Poter distinguere i due tipi di lesioni consentirebbe di stabilire quali sono i pazienti che necessitano di un intervento chirurgico di rimozione e quali possono evitarlo. Un recente studio condotto in Indiana (USA) ha sviluppato un algoritmo basato su biomarker per stratificare la popolazione con lesioni pancreatiche in base al rischio (Yip-Schneider MT, Wu H, Allison HR, Easler JJ, Sherman S, Al-Haddad MA, Dewitt JM, Schmidt CM. Biomarker Risk Score Algorithm and Preoperative Stratification of Patients with Pancreatic Cystic Lesions. J Am Coll Surg. 2021 Jun 14:S1072-7515(21)00419-1. doi: 10.1016/j.jamcollsurg.2021.05.030. Epub ahead of print. PMID: 34166836).
Sono 240 i pazienti coinvolti, 163 sottoposti a chirurgia e 67 a un programma di sorveglianza: per tutti erano disponibili le immagini radiografiche e una analisi dei fluidi delle cisti.
Gli autori hanno selezionato in particolare i biomarker presenti nei fluidi cistici in grado di indicare la qualità “mucina” o “non mucina” della ciste stessa: glucosio, VEGF, antigene carcinoembrionico, amilasi, mutazioni del DNA.

Partendo da questi biomarker è stato sviluppato un algoritmo, testato poi sugli stessi 240 pazienti. Gli esiti sono interessanti: nella coorte chirurgica l’algoritmo è riuscito a classificare come “mucine” o “non mucine” le lesioni con maggior precisione della diagnosi clinica, di fatto evidenziando un numero di interventi chirurgici maggiori del necessario. Nella coorte sottoposta a sorveglianza, invece, l’algoritmo fornisce una diagnosi preoperatoria sicura.

L’algoritmo sembra quindi essere efficace nell’individuare i pazienti che necessitano di intervento chirurgico, il che può essere di aiuto da tanti punti di vista, in particolare nel ridurre gli interventi per cisti pancreatiche a favore di altre tipologie di intervento, riducendo le liste d’attesa e favorendo una migliore gestione delle risorse.

Stefania Somaré

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