Anaesthesia ha pubblicato una guida all’uso degli oppioidi nel percorso postchirurgico elaborata da un team di esperti internazionali appositamente riunitisi, tra i quali spicca anche il nome di un italiano: si tratta del professor Paolo Pelosi, direttore dell’Unità Operativa Clinica Anestesiologica e Terapia Intensiva dell’Ospedale Policlinico San Martino e afferente al Dipartimento di Scienze Chirurgiche e Cliniche Applicate dell’Università degli Studi di Genova (Levy N, Quinlan J, El-Boghdadly K, Fawcett WJ, Agarwal V, Bastable RB, Cox FJ, de Boer HD, Dowdy SC, Hattingh K, Knaggs RD, Mariano ER, Pelosi P, Scott MJ, Lobo DN, Macintyre PE. An international multidisciplinary consensus statement on the prevention of opioid-related harm in adult surgical patients. Anaesthesia. 2020 Oct 7. doi: 10.1111/anae.15262. Epub ahead of print. PMID: 33027841).

Gli oppioidi sono uno strumento essenziale per la gestione del dolore, ma un loro uso errato può favorire assuefazione e complicanze cliniche gravi, tra cui insufficienza respiratoria.
Lo studio citato contiene linee guida approfondite per un uso corretto di questi farmaci. In particolare, evidenzia la necessità che siano i medici rianimatori e anestesisti a prescrivere l’uso di oppioidi e che il monitoraggio degli esiti non si basi solo su scale soggettive.
Inoltre, si suggerisce di prescrivere solo poche compresse di oppioidi alle dimissioni, piuttosto che formulazioni a lunga durata, perché l’uso casalingo può a sua volta portare effetti collaterali che il paziente non è in grado di gestire in autonomia.
Infine, è essenziale che i pazienti e i famigliari siano ben istruiti sul trattamento, sulla conservazione e sullo smaltimento degli oppioidi stessi.

Stefania Somaré

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