Diagnostica potenziata dall’IA. Tempi d’esame dimezzati e percorsi clinici più fluidi

L’ottimizzazione dei flussi operativi e la gestione dei processi rappresentano il fulcro della resilienza nei moderni sistemi sanitari. In un panorama delineato dall’incremento della domanda assistenziale e dal progressivo invecchiamento della popolazione, la mera saturazione delle apparecchiature diagnostiche non appare più una risposta sufficiente.

È necessario, invece, un cambio di paradigma che trasformi la gestione operativa in una strategia integrata, orientata a coniugare l’efficienza dei volumi con l’eccellenza clinica. Questo approccio sistemico impone una riflessione profonda sul ruolo delle tecnologie e dell’ingegneria clinica come catalizzatori di un cambiamento capace di incidere concretamente sulle liste d’attesa.

Se e come questo sia possibile è stato un argomento affrontato a Exposanità nel corso dell’incontro “Process management: massimizzare l’utilizzo degli strumenti diagnostici, adottare soluzioni performanti per la riduzione dei tempi di attesa”. Tra i vari aspetti, si sono riportati due casi concreti relativi all’integrazione di software basati su intelligenza artificiale presso strutture ospedaliere con risultati già tangibili.

L’esperienza dell’Asst Valle Olona: efficienza e radioprotezione

Miriana Tricoli, ingegnere clinico, ha presentato l’esperienza maturata presso l’Asst Valle Olona. “Nel corso del mio intervento ho evidenziato come l’applicazione dell’IA a TAC e RM abbia permesso di elevare simultaneamente la qualità delle immagini e la velocità di acquisizione con una contrazione dei tempi d’esame in alcuni esami di risonanza magnetica che raggiunge punte del 50%”.

A tale incremento di efficienza si accompagna un significativo miglioramento del profilo radioprotezionistico con riduzioni delle emissioni che toccano l’80%. Completa il quadro, la gestione proattiva dell’asset tecnologico attraverso la manutenzione predittiva, prevenendo guasti bloccanti che altrimenti paralizzerebbero l’erogazione dei servizi.

Il modello Humanitas: collaborazione multidisciplinare e valore reale

La trasversalità del process management trova un’ulteriore conferma nelle dinamiche di collaborazione multidisciplinare fondamentali per il successo dei progetti tecnologici complessi. Il caso del servizio di mammografia presso l’Ospedale Humanitas di Rozzano dimostra come l’ingegneria clinica agisca come ponte tra la dimensione tecnica e quella clinico-gestionale.

Michele Gazzara, ingegnere clinico in Humanitas, ha descritto il modello operativo in cui l’integrazione del software con IA e le tecnologie preesistenti è condivisa con diverse funzioni aziendali, permettendo di aggredire le criticità operative su larga scala.

“Questo sforzo congiunto assicura che l’intelligenza artificiale non resti una risorsa isolata, ma diventi uno strumento di valore reale, capace di risolvere problematiche concrete e generare vantaggi effettivi sia per il personale sanitario che per l’utenza, rendendo i percorsi diagnostici più fluidi e performanti”.

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