Efficacia a lungo termine di valvola inserita con TAVI

Uno studio italiano ha indagato le performance a lungo termine (8 anni) di una valvola cardiaca autoespandibile inserita con procedura TAVI in 990 pazienti inoperabili o ad alto rischio, tra il 2007 e il 2011 (Luca Testa, Azeem Latib, Nedy Brambilla, Federico De Marco, Claudia Fiorina, Marianna Adamo, Cristina Giannini, Marco Angelillis, Marco Barbanti, Carmelo Sgroi, Arnaldo Poli, Erica Ferrara, Giuseppe Bruschi, Claudio Francesco Russo, Montorfano Matteo, Francesco De Felice, Carmine Musto, Salvatore Curello, Antonio Colombo, Corrado Tamburino, Anna Sonia Petronio, Francesco Bedogni, Long-term clinical outcome and performance of transcatheter aortic valve replacement with a self-expandable bioprosthesis, European Heart Journal, ehz925).

Otto gli ospedali italiani che hanno partecipato allo studio: Irccs Policlinico San Donato, Ospedale San Raffaele, Spedali Civili di Brescia, Università di Pisa, Ospedale Ferrarotto di Catania, Ospedale di Legnano, Ospedale Niguarda di Milano e Ospedale San Camillo Forlanini di Roma.

Un dato interessante evidenziato dallo studio è il miglioramento significativo della funzionalità cardiaca ottenuto con la sostituzione valvolare: dopo 8 anni il 79,3% dei pazienti ancora in vita mantiene una classificazione (New York Heart Association) di classe < II.
Lo stesso si può dire per il gradiente aortico transprotesico, che è restato sostanzialmente invariato nel periodo di follow-up.

La protesi presa in considerazione è quella di prima generazione, ora sostituita da un nuovo modello.
Lo studio in ogni caso ha permesso di indicare la qualità della procedura TAVI con questa protesi, in un contesto scientifico in cui ci sono ancora molti dubbi rispetto alla durata delle protesi valvolari in generale.

Stefania Somaré

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