Le patologie oncologiche sono tra quelle ad aver subito maggiori ritardi nei mesi della pandemia soprattutto in termini di nuove diagnosi. L’emergenza Covid-19 ha messo in difficoltà anche tutto il sistema di gestione dei pazienti oncologici.
Per poter seguire questi pazienti, più di un centro oncologico ha avviato percorsi in telemedicina. Tra questi anche il Dipartimento di Oncologia Medica dell’Ospedale Santa Chiara di Trento, che descrive la propria esperienza in uno studio (Merz V, Ferro A, Piras EM, Zanutto A, Caffo O, Messina C. Electronic Medical Record-Assisted Telephone Follow-Up of Breast Cancer Survivors During the Covid-19 Pandemic: A Single Institution Experience. JCO Oncol Pract. 2020 Dec 22:OP2000643. doi: 10.1200/OP.20.00643. Epub ahead of print. PMID: 33351674).
In particolare, la struttura trentina ha utilizzato il follow-up telefonico assistito dalla scheda elettronica del paziente (E-TFU) per ridurre gli accessi ospedalieri delle proprie pazienti sopravvissute al carcinoma della mammella.
Lo studio, condotto in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler, ha l’obiettivo di capire se le pazienti abbiano gradito o meno il servizio. Le 343 pazienti seguite in questa modalità hanno ricevuto un questionario di 15 domande alla propria posta elettronica con la richiesta di rispondere. Solo il 40% ha completato la survey. Solo il 43,8% di queste ha dichiarato di essere favorevole a utilizzare il sistema anche in futuro, anche se una percentuale maggiore è rimasta soddisfatta. In conclusione, gli autori evidenziano che il sistema di follow-up a distanza è gradito dalle pazienti, anche se occorre studiare protocolli di telemedicina migliori da implementare anche nel post pandemia.

Stefania Somaré

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