Federico Gelli, presidente della Fondazione Italia in Salute, ha annunciato l’invio di una lettera, scritta con Federsanità e Fiaso, al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e al ministro della Salute Roberto Speranza.
Nella lettera si chiedono nuove regole per quanto riguarda la responsabilità civile per i medici che stanno affrontando l’emergenza del Covid-19.

Ha spiegato Gelli: «è il concetto stesso di emergenza, mai come adesso invocabile, a marcare la differenza, rendendo oltremodo difficili anche le cose facili e ponendo in perfetta connessione la colpa grave e la regola di responsabilità dell’operatore sanitario con le difficoltà endemiche di un’urgenza terapeutica che, nel caso di Covid-19, a tutt’oggi neppure conosce coordinate certe».

E ancora: «nella nostra proposta si è così introdotto il limite della colpa grave, intendendosi per tale non un riferimento astratto ma, solo e unicamente, la macroscopica e ingiustificata violazione dei principi basilari che regolano la professione sanitaria o dei protocolli o programmi emergenziali eventualmente predisposti per fronteggiare la situazione.
Inoltre, al fine di valorizzare le particolari anomalie riconducibili all’emergenza, si è prevista la necessità di tenere conto della grave ed eventuale sproporzione tra le risorse umane e i materiali disponibili da una parte e il numero di pazienti su cui è necessario intervenire (ove non previamente e tempestivamente ovviabile) dall’altra come pure del carattere eterogeneo della prestazione svolta in emergenza rispetto al livello d’esperienza e di specializzazione del singolo operatore», conclude Gelli.

Stefania Somaré

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