Oggi, 4 febbraio, si celebra la giornata mondiale contro il cancro, in quest’occasione emergono i primi segnali di inversione di tendenza nell’andamento dei tumori in Europa e in Italia, in un quadro ancora segnato da disuguaglianze rilevanti.
Diego Seraino, epidemiologo e consulente di Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale del Ministero della Salute, ha tracciato il quadro della diffusione del cancro in Europa.
Disuguaglianze tra popolazione maschile e femminile
«Secondo i più recenti dati europei, il 2026 si apre con una diminuzione dell’incidenza complessiva dei tumori pari all’1,7% in Europa e al 2,6% in Italia rispetto al 2022; un risultato attribuibile in larga parte a quanto osservato nella popolazione maschile, dove si registra una riduzione di circa l’1% l’anno, trainata dal calo dei tumori legati al fumo, in particolare del polmone». I dati mostrano una discesa quantitativa dei tumori in Europa e in Italia e il risultato, come dichiarato da Seraino, conferma l’efficacia delle politiche adottate.

Il quadro resta invece più critico per la popolazione femminile. In diversi Paesi europei, soprattutto nel Nord e nell’Est del continente, l’incidenza rimane elevata, riflettendo l’ondata più tardiva del consumo di sigarette tra le donne. «La Danimarca rappresenta oggi il Paese con la più alta incidenza oncologica in Europa, in particolare per tumore del polmone – prosegue Serraino – e del colon-retto nelle donne, a fronte di carenze evidenti nelle politiche di prevenzione primaria e secondaria».
Differenze territoriali
la riduzione della mortalità oncologica è ormai un dato consolidato. Tuttavia, permangono orti differenze tra Paesi e aree geografiche, in particolare nell’Europa orientale, anche se con quadri interni non omogenei. Come ricordano le istituzioni europee, cancer is a disease of inequalities e non dipende solo dal livello di spesa sanitaria, ma da un insieme di investimenti e scelte di programmazione.
La risposta europea per affrontare il Cancro
Per affrontare queste disuguaglianze, l’Europa ha rafforzato gli strumenti di monitoraggio attraverso l’European Cancer Inequalities Registry e l’European Cancer Information System, sui cui dati ACC è impegnata in prima linea per documentare l’impatto delle politiche sanitarie e individuare margini di intervento.
«Anche in Italia – conclude – persistono differenze territoriali, in particolare tra Nord e Sud, ma il divario si è significativamente ridotto rispetto a un decennio fa; un’evoluzione che conferma il valore della prevenzione, della programmazione e dell’uso sistematico dei dati come leve centrali per il contrasto ai tumori».


