Grosseto è, tra le province dell’Azienda Usl Toscana Sud-Est, quella con la popolazione meno numerosa a fronte di un territorio molto ampio e caratterizzato da campagna e monti. Una struttura di questo tipo non può che godere ancor più di altre aree del Paese della sanità territoriale, che infatti qui è ben organizzata.
Negli ultimi giorni le iniziative già esistenti si sono arricchite di una nuova possibilità: la collaborazione tra l’infermiere di famiglia con l’Ospedale di Comunità di Castel del Piano e il Servizio per le dipendenze.
Il progetto, attivato nella zona Amiata Grossetana, vede l’infermiere di famiglia entrare in azione per aiutare le persone che riconoscono di avere una dipendenza e quelle con patologie croniche.
Il progetto si chiama “fuori dal guscio” e si concentra sulla prevenzione secondaria.
I pazienti coinvolti possono avere dipendenza da abuso di alcol gioco d’azzardo e fumo, oppure essere obesi o avere il diabete e patologie cardiovascolari: l’infermiere di famiglia può quindi intervenire anche in modo proattivo per evitare l’aggravamento della situazione.
Il percorso di prevenzione parte da una segnalazione degli infermieri o medici di medicina generale alla coordinatrice dell’Ospedale di Comunità e SerD, Simona Burresi, motivando la richiesta.
La coordinatrice attiva l’intervento dell’infermiere di famiglia e comunità a seconda delle esigenze.

Si tratta di un modello di cura basato sull’assistenza infermieristica che unisce tre ambiti di cura finora non così integrati, per una presa in carico multi-professionale, continua e specialistica, focalizzata non solo sulle conseguenze della malattia ma contestualmente dedicata alla prevenzione delle cause.

Tania Barbi

Tania Barbi, direttore infermieristico territoriale Zona Grossetana, conclude: «il percorso nasce nell’ambito dell’implementazione dell’Infermiere di Famiglia e Comunità nella Zona dell’Amiata Grossetana.
L’idea, maturata dai professionisti coinvolti nell’ambito nelle Cure Intermedie e nel SerD, è quella di individuare i bisogni più o meno nascosti legati alle dipendenze in soggetti particolarmente fragili sia dal punto di vista sociale che sanitario.
L’intercettazione del bisogno assistenziale legato alle dipendenze permette la presa in carico della persona e, attraverso l’integrazione tra i servizi, l’identificazione del percorso assistenziale più idoneo».

Stefania Somaré

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