IA e robotica ridisegnano il futuro della sanità

Milano è stata palcoscenico della trasformazione di Medtronic da produttore di dispositivi medici a Healthcare Technology Company. Presso X Value Lab l’azienda ha raccontato come intelligenza artificiale, robotica, piattaforme digitali e dati stiano contribuendo a cambiare la pratica clinica negli ospedali italiani.
Oggi circa 100.000 pazienti sono monitorati a distanza per problemi cardiaci grazie a sistemi capaci di ridurre dell’88% i falsi allarmi e individuare precocemente le aritmie. Allo stesso tempo, l’IA applicata alle colonscopie consente di ridurre del 50% le lesioni non rilevate e di aumentare fino al 14,4% la capacità diagnostica delle patologie oncologiche, mentre la robotica supporta il chirurgo durante gli interventi spinali in tempo reale.
«L’intelligenza artificiale, la robotica, le piattaforme digitali e i dati non sono più strumenti accessori: stanno diventando il nuovo linguaggio della cura», ha dichiarato Paola Pirotta, ad Medtronic Italia.

Tecnologie integrate per ospedali più efficienti

L’evoluzione dell’azienda non riguarda solo i dispositivi, ma anche lo sviluppo di modelli organizzativi e soluzioni digitali in grado di supportare strutture sanitarie e professionisti. Attraverso la divisione Integrated Health Solutions (IHS), Medtronic ha collaborato nell’ultimo anno con strutture pubbliche e private italiane, contribuendo a migliorare le performance di oltre 75 sale operatorie e accompagnando 29 dipartimenti ospedalieri nel percorso di certificazione ERAS®.
Tra le innovazioni più recenti c’è Stealth AXiS™, piattaforma chirurgica intelligente che integra pianificazione, navigazione, robotica e intelligenza artificiale per la chirurgia spinale e cranica.
Le si affianca Get Ready®, piattaforma digitale che unisce monitoraggio remoto, percorsi clinici digitali e strumenti di collaborazione per connettere ospedale, territorio e paziente.
«Oggi innovare significa andare oltre il singolo dispositivo. Attraverso IHS lavoriamo al fianco di ospedali e professionisti sanitari per sviluppare modelli organizzativi, percorsi assistenziali e soluzioni digitali capaci di generare valore lungo l’intero percorso del paziente», ha affermato Marco De Luigi, senior director IHS.

Ricerca, inclusione e futuro dell’healthcare

La visione presentata a Milano punta anche su equità di accesso alle cure e medicina personalizzata. In questo contesto s’inserisce lo studio internazionale SMART, dedicato alla valutazione dei principali sistemi TAVI in pazienti con anatomie valvolari più piccole, condizione che interessa in prevalenza le donne.
Con una partecipazione femminile dell’87%, il progetto rappresenta un esempio di innovazione inclusiva applicata alla ricerca cardiovascolare. Durante l’evento, gli esperti hanno evidenziato il ruolo crescente dell’IA nella pratica clinica.
«L’IA è e sarà una compagna di viaggio per noi clinici. È utile per accelerare i processi, può permetterci di dedicare più tempo al rapporto, spesso trascurato, tra medico e paziente. Ma soprattutto per orientarci verso terapie sempre più personalizzate», ha dichiarato Fabrizio Oliva, presidente della Italian Federation of Cardiology.
Una prospettiva condivisa anche da Alfredo Marchese, presidente GISE, secondo cui «l’innovazione in cardiologia interventistica si misura dalla sua capacità di rendere le cure più accessibili, sostenibili ed efficaci per i pazienti».

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