L’ASST di Monza e Brianza rinforza la medicina di territorio con l’istituzione del Servizio di Infermiere di Famiglia e Comunità (IdFC), da portare avanti con il medico di medicina generale dell’assistito.

Il servizio deve essere attivato al momento delle dimissioni ospedaliere dal Servizio Dimissioni Protette: il team IdFC contatta il mmg dell’assistito per offrirgli il proprio sostegno nella gestione del soggetto fragile e, successivamente, procede con una prima valutazione al domicilio del paziente, anche attraverso un colloquio conoscitivo della sua rete familiare per identificare gli interventi più appropriati.

Mario Alparone

Nel loro insieme, gli interventi hanno l’obiettivo di rafforzare l’aderenza terapeutica e il monitoraggio dello stato di salute attraverso visite domiciliari, così da ridurre l’accesso al Pronto Soccorso e nuovi ricoveri.
Al momento sono 5 i pazienti a essere già stati inseriti in questo sistema. Dopo un primo periodo di valutazione del servizio e dei suoi outcome, l’ASST prevede di poter estendere l’attivazione del servizio anche al medico di medicina generale, quindi a livello territoriale. In questo modo sarà possibile individuare ancora più soggetti fragili sul territorio e metterli in sicurezza.

Mario Alparone, direttore generale dell’ASST lombarda, sottolinea: «questo nuovo modello assistenziale di tipo infermieristico ha una valenza professionale importante in quanto consentirà alla persona “fragile” di essere assistita con continuità al proprio domicilio, e agli IdFC di esercitare la professione sul Territorio, in una delle sue forme più avanzate e moderne.
Questo nuovo modello organizzativo si inserisce nell’attuale contesto caratterizzato da un invecchiamento progressivo della popolazione che genera fragilità e cronicità, così come da una esperienza epidemica, ancora presente, che ha evidenziato l’importanza delle cure primarie territoriali».

Stefania Somaré

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