Ingegneri biomedici e clinici al Parlamento Europeo per il futuro delle tecnologie biomediche

Ingegneri biomedici e clinici al Parlamento Europeo per il futuro delle tecnologie biomedicheSi è tenuto a Bruxelles presso il Parlamento Europeo l’incontro del European Parliament Interest Group (EPIG) sull’ingegneria biomedica, un intergruppo di parlamentari europei che hanno ascoltato i principali esperti del settore delle tecnologie medicali per raccoglierne istanze, suggerimenti, proposte.

Erano presenti i parlamentari Nicola Caputo, Neena Gill, Cecile Kyenge, Davor Skrlec e Marjiana Petir, mentre l’italiana Lara Comi ha inviato un videomessaggio di sostegno all’iniziativa. Non è potuto essere presente Lojze Peterle, convinto sostenitore delle attività.

Durante il meeting – dopo l’introduzione di Nicola Caputo, che ha espresso l’estremo interesse e il sostegno di EPIG ai temi proposti – il gruppo di esperti, coordinati da Leandro Pecchia (Università di Warwick), ha espresso le posizioni dei più autorevoli enti e associazioni del settore: dall’International Federation for Medical and Biological Engineering IFMBE con il suo presidente Shankar Krishnan e il vicepresidente Ratko Magjarevic, alla European Alliance for Medical and Biological Engineering & Science (EAMBES) con il presidente Panayiotis Kyriacou, da MedTech Europe (associazione che raggruppa le industrie del settore medicale in Europa), rappresentata dalla responsabile delle relazioni esterne Tanja Valentin, all’OMS, presente con la direttrice dell’ufficio Dispositivi Medici, Adriana Velazquez, intervenuta in videoconferenza da Ginevra.

Tra gli esperti presenti anche gli italiani Stefano Bergamasco (vicepresidente AIIC e secretary della Clinical Engineering Division di IFMBE) ed Ernesto Iadanza, chairman della HTA Division di IFMBE.

La discussione tra esperti, istituzioni e politici europei ha fatto emergere alcuni temi chiave per una più efficace azione continentale nel settore strategico delle tecnologie biomediche, spaziando dagli aspetti regolatori all’assegnazione dei contributi per le attività di ricerca e sviluppo.

Tra questi temi è stata sottolineata la necessità di riconoscere in modo esplicito le figure dell’ingegnere biomedico e clinico nell’insieme delle professioni codificate a livello europeo, passaggio ancora non pienamente compiuto e che si affianca all’analoga iniziativa attualmente in corso presso l’International Labour Organization.

Fondamentale anche la creazione di un panel specifico sull’ingegneria biomedica per i programmi europei di ricerca e il coinvolgimento dei bioingegneri nella preparazione del programma Horizon Europe.

Dal punto di vista regolatorio si è discusso dei prossimi passaggi necessari per la piena implementazione del nuovo Regolamento sui Dispositivi Medici e l’armonizzazione delle regolamentazioni tra Europa e Africa, necessaria per favorire scambi commerciali e iniziative congiunte tra i paesi dei due continenti.

Una dettagliata relazione dei temi discussi verrà ora sottoposta al Parlamento Europeo, attraverso il sostegno dei parlamentari di EPIG, e alla Commissione Europea, presente all’incontro con Bernd Rainer, componente della Direzione generale per la Ricerca.

Dopo il meeting di Bruxelles, la dimensione europea si conferma quindi fondamentale per la promozione e il sostegno a un settore strategico per la salute e la sicurezza dei cittadini, per la crescita economica dei Paesi europei, e per il riconoscimento delle figure professionali che nei vari ambiti, dalle università agli ospedali, dalle aziende ai centri di ricerca, si occupano delle tecnologie biomediche in Europa.

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