Lancet: SSN italiano ancora tra i migliori del mondo

The Lancet Public Health ha pubblicato un’analisi della sanità italiana tra il 1990 e il 2017 inserito nel più ampio Global Burden of Disease Study 2017 (Lorenzo Monasta et al. Italy’s health performance, 1990–2017: findings from the Global Burden of Disease Study 2017. The Lancet Public Health).

L’articolo mette in evidenza la qualità del SSN, come dimostrato dall’indice HAQ relativo al 2016, pari a 94,9 contro l’81,54 del 1990, valore che lo pone al nono posto dopo Islanda, Norvegia, Olanda, Lussemburgo, Australia, Finlandia, Svizzera e Svezia.

Alta anche l’aspettativa di vita, pari nel 2017 a 85,3 anni per le donne e 80,8 per gli uomini, che ci pone rispettivamente all’ottavo e al sesto posto al mondo.
Inoltre, tra il 1990 e il 2017 il tasso di mortalità standardizzato per età è diminuito del 53,7%, mentre quello per le neoplasie è diminuito del 28,2%.

A questi risultati concorrono probabilmente anche stili di vita sani legati alle nostre tradizioni, anche se nell’articolo si legge che ci sono ancora cattive abitudini che influenzano soprattutto l’incidenza di patologie cardiovascolari e tumori, come fumo, alcool e sovrappeso per i tumori, e di colesterolo alto, dieta povera di grani integrali e scarsa attività fisica per le patologie cardiovascolari.

Tutte abitudini modificabili. Inoltre, un altro aspetto critico della nostra società è l’invecchiamento della popolazione, che sta facendo crescere l’incidenza delle demenze ma anche le patologie pancreatiche e le neoplasie dell’utero.

Questi sono solo alcuni dei dati riportati dall’articolo, che è molto ampio.

Un aspetto limite da considerare è l’impossibilità di scendere a livello regionale: è noto che il nostro sistema sanitario non funziona allo stesso modo ovunque lungo lo Stivale e che ci sono ancora notevoli disuguaglianze.
L’analisi delle stime è stata condotta da un gruppo di ricercatori italiani e coordinata dall’Irccs Materno-Infantile Burlo Garofolo di Trieste.

Stefania Somaré

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