Al via nel Lazio il primo programma formativo per Infermiere di Famiglia e Comunità

Nei giorni scorsi, presso l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani Irccs, è stato avviato il primo Programma Formativo Regionale per Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC) promosso dalla Regione Lazio. L’iniziativa rappresenta un passaggio strategico nel rafforzamento dell’assistenza territoriale, in linea con le disposizioni del DM 77/2022 e con le politiche regionali di riorganizzazione dei servizi sanitari. 

La prima edizione pilota del progetto è rivolta a 120 operatori del SSR individuati dalle Aziende sanitarie Locali. Il percorso formativo è organizzato, su mandato della Regione Lazio, dal Centro di formazione permanente in Sanità.

All’inaugurazione del corso sono intervenuti: Andrea Urbani, direttore della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria, Marco Nuti, dirigente dell’Area Rete integrata del territorio della D.R. Salute e Integrazione Sociosanitaria, Maurizio Zega, presidente Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma, Lorena Martini, direttrice UOC Formazione ECM Agenas e Carlo Turci, ASL Roma 1.

Rafforzare l’assistenza territoriale secondo il DM 77

L’iniziativa vuole dare seguito alle linee di indirizzo regionali (DGR 20 giugno 2024, n. 416), con il fine di attuare il DM 77/2022 per il rafforzamento del sistema assistenziale sul territorio. Per questo motivo, Regione Lazio sta puntando fortemente sulla formazione e valorizzazione della figura dell’Infermiere di Famiglia e Comunità.

«L’aumento dell’aspettativa di vita e il progressivo invecchiamento della popolazione conducono anche ad un aumento dell’incidenza di patologie croniche e di quadri di multimorbidità» spiega Urbani. «In un contesto simile, intercettare precocemente i bisogni di salute di una popolazione sempre più anziana, sola e fragile rappresenta una sfida cruciale per il Servizio Sanitario Regionale. Nel perseguimento di questo obiettivo, la figura dell’IFeC riveste un ruolo strategico per la sua funzione preventiva e proattiva».

Intervento durante l’inaugurazione del Programma Formativo Regionale per Infermiere di Famiglia e Comunità allo Spallanzani

L’infermiere di famiglia e comunità è un professionista con forte orientamento alla prevenzione, attento ad intercettare precocemente problemi di salute e alla loro gestione proattiva. Si attiva per facilitare e monitorare percorsi di presa in carico e di continuità dell’assistenza in forte integrazione con le altre figure professionali del territorio.

Infatti, svolge la sua attività inserito in una più ampia rete di protezione sanitaria e sociale ed è in grado di attivare e supportare le risorse di pazienti e caregiver, del volontariato, del privato sociale, e più in generale della comunità.

«Siamo onorati di contribuire, tramite il nostro Centro di formazione, all’introduzione e alla valorizzazione dell’Infermiere di Famiglia e Comunità, figura chiave attraverso la quale contribuire concretamente alla riorganizzazione del sistema sanitario e a potenziare l’assistenza territoriale della nostra Regione, con evidenti ricadute sul benessere dei pazienti» commenta Cristina Matranga, Direttrice generale dell’INMI Spallanzani.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here