Innovazione, sostenibilità e territorio: le best practice di Regione Lombardia

«Troppo spesso ci concentriamo sulle criticità non rendendoci conto del valore delle nostre best practice, che hanno anche uno spessore internazionale»: così Emanuele Monti, presidente della IX Commissione regionale permanente Sostenibilità sociale, casa e famiglia ha commentato l’eccellenza delle politiche sanitarie di Regione Lombardia.

Le sue parole, che vogliono essere un riconoscimento alla qualità e all’innovazione della sanità lombarda a dispetto degli indubbi ostacoli da superare, sono arrivate all’apertura dei lavori dell’evento “Best practices socio-sanitarie in Regione Lombardia: misurare per innovare”, tenutosi lo scorso 3 dicembre presso l’Università Liuc Carlo Cattaneo di Castellanza (Varese).

Perché serve valutare le performance

Pensata per dare voce e visibilità alle iniziative più innovative sviluppate da ATS Insubria e dalle direzioni socio-sanitarie di 25 Asst della Lombardia, la giornata ha visto la presentazione di alcuni dei progetti innovativi raccolti dall’osservatorio Performa di Liuc su prassi organizzative sanitarie e socio-sanitarie.

«La nostra missione», spiega Emanuele Porazzi, direttore dell’Osservatorio, «è affermarci come riferimento autorevole nella valutazione e nell’analisi delle performance dei sistemi di cura». Del resto l’obiettivo dietro la carrellata di progetti eccellenti portati avanti dalle strutture sanitarie partecipanti al convegno è stato quello di mostrare la possibilità di misurare gli obiettivi raggiunti così da valorizzarne l’efficacia.

«La sanità sta cambiando», ha aggiungo Porazzi, «e un approccio manageriale alle progettualità sanitarie è necessario». Nella valutazione dei progetti, Performa si è concentrata su aspetti quali efficacia e sicurezza clinica, impatto economico e organizzativo, sostenibilità ambientale ed equità di accesso. Il tutto, valutando tanto gli outocome oggettivi quanto la percezione del paziente.

Salute e integrazione sociale sul territorio

I 40 progetti coinvolti coprono numerosi ambiti di intervento: dall’assistenza domiciliare e infermieristica di famiglia alla prevenzione e promozione della salute fino ai percorsi integrati di accesso e presa in carico, anche nei pronto soccorso. Per esempio, l’Asst Spedali Civili di Brescia ha presentato un progetto di prevenzione delle dipendenze nei giovani che ha visto l’attivazione di laboratori creativi musicali e artistici, mentre l’Asst Rhodense ha mostrato con il progetto Dama la possibilità di ridurre l’impiego di sedazione e contenzione nei pazienti con gravi disabilità psichiche in occasione di procedure mediche per loro stressanti.

Dal Pronto Soccorso alla telemedicina

Quanto al Pronto Soccorso, sono l’Asst dei Sette Laghi e l’Asst Nord Milano ad aver evidenziato rispettivamente nuove modalità di gestione dei pazienti fragili e l’utilità della figura dell’assistente sociale direttamente in Pronto Soccorso.

A questi si affiancano iniziative di innovazione dei flussi informativi e dei sistemi di monitoraggio, sperimentazioni nei territori e nelle RSA con nuovi modelli organizzativi, oltre ad attività di comunicazione e coinvolgimento della cittadinanza, come open day e sportelli informativi. Un tema interessante tra quelli emersi è in particolare quello della telemedicina, che ormai riguarda anche i sistemi sanitari pubblici.

In questo contesto l’Asst Bergamo Ovest ha implementato un progetto di gestione da remoto del diabete gestazionale mentre l’Asst Valtellina e Alto Lario ha presentato un poster in cui viene illustrata la possibilità di creare connessione tra ospedale e territorio in contesti, come quelli montani, complessi per ragioni di distanza e viabilità.

Esempi di successo “esportabili”

Alcuni di questi progetti sono già pienamente operativi e accompagnati da valutazioni ex ante ed ex post su efficacia, sostenibilità e impatto, mentre altri, pur avendo una struttura definita, sono ancora nelle fasi iniziali.
In ogni caso tutte le progettualità presentate costituiscono uno spunto di riflessione non solamente sul valore della sanità pubblica lombarda ma anche sulla concreta possibilità di replicazione delle esperienze di successo in numerosi contesti territoriali.