Obesità, ipertensione, alti livelli di trigliceridi e iperglicemia a digiuno sono fattori metabolici che aumentano il rischio cardiovascolare, oltre che diabetico.
Esistono evidenze che chi soffre di tre o tutti questi disturbi ha una maggiore predisposizione verso le patologie cardiovascolari rispetto a chi ne ha uno o due.

Una chiave per favorire una migliore gestione dei fattori di rischio cardiometabolici è la mHealth, con la realizzazione di app e altri sistemi mobile che supportano le persone a rischio nel cambiamento di stili di vita e nella gestione dei fattori di rischio.

Una recente review sistematica statunitense, basata su 28 articoli presenti in letteratura, ha sottolineato che ancora esistono però disparità a livello etnico nell’accesso alle cure di queste patologie, sebbene laddove gli studi selezionati abbiano incluso anche etnie minori, come quella latina, i risultati siano stati positivi anche in termini di piacevolezza e uso (Delva, Sabianca; Waligora Mendez, Kyra J.; Cajita, Mia; Koirala, Binu; Shan, Rongzi; Wongvibulsin, Shannon; Vilarino, Valerie; Gilmore, Danielle R.; Han, Hae-Ra. Efficacy of Mobile Health for Self-management of Cardiometabolic Risk Factors – A Theory-Guided Systematic Review. The Journal of Cardiovascular Nursing. Pubblicato online il 7 febbraio 2020).

Ricordiamo che i latino-americani sono ad alto rischio di sviluppare diabete e devono quindi imparare a gestire al meglio la glicemia.
Secondo gli autori, tra gli scogli da superare ci sarebbero le differenze linguistiche e anche di alfabetismo tecnologico, spesso più basso tra le etnie minori.

Eppure, secondo gli autori, la mHealth resta uno strumento utile per favorire l’accesso alle cure e ai percorsi di prevenzione anche alle etnie minoritarie di un Paese: occorre solo pensare a loro quando vengono progettare.
Questo esempio americano può essere di ispirazione anche per altri Paesi, dal momento che le popolazioni sono sempre più multietniche.

Stefania Somaré

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